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Grandi narratori del '900


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Grazia Deledda


 

Elias Portolu

Pubblicato a puntate sulla “Nuova Antologia” dall’agosto all’ottobre del 1900, poi edito in volume nel 1903, “Elias Portolu” è tra le maggiori opere di Grazia Deledda e propone i temi distintivi della produzione dell’autrice: il conflitto tra desiderio e divieto, il senso del peccato e della colpa, il bisogno d’espiazione, la caratterizzazione lirica del paesaggio. Questi elementi, estranei e nuovi, arricchiscono l’ispirazione verista che pure rimane nella descrizione di una Sardegna arcaica, in cui si ripetono antiche tradizioni e riti, ove si rinnova da sempre la dura fatica dei pastori.
Tornato a casa dopo un periodo di reclusione in un penitenziario del Continente, Elias è cambiato: più debole e pallido dei fratelli, passa molto tempo a riflettere da solo, nonostante abbia ripreso il lavoro nella tanca per sorvegliare le greggi nei pascoli di montagna, insieme al padre e al fratello Matteo; l’altro fratello, Pietro, fidanzato con Maria Maddalena, si occupa invece della casa di Nuoro assieme alla madre. Un giorno di maggio la famiglia si riunisce per recarsi al santuario in occasione della novena di San Francesco e, durante il pellegrinaggio a cavallo, Elias sente la gioia sfrenata degli altri come un desiderio irraggiungibile: “Elias li seguiva con occhio fisso, e il suo viso s’illuminava; anche lui aveva voglia di gridare; sentiva un brivido per le reni, un istintivo ricordo di corse lontane, un bisogno di slanciarsi ancora all'agile galoppo, alla corsa inebriante e libera...". In seguito all’incontro con Maria Maddalena, il turbamento d’Elias aumenta e, suo malgrado, si innamora di lei, sentendosi colpevole per l’insana passione, quasi incestuosa, che gli provoca "un'angoscia confusa, febbrile, un desiderio di mordersi i pugni, di gridare, di gettarsi per terra e piangere." Nonostante la giovane corrisponda i suoi sentimenti, Elias, incapace di abbandonarsi ad una felicità pur dolorosa, troppo debole per resistere al tormento dei sensi, sceglie di imporsi la rinuncia estrema ed entra in seminario. Anni dopo, in seguito alla morte di Pietro, Elias potrebbe tornare indietro e sposare Maria Maddalena, rimasta vedova; ma, pur lacerato, con sofferenza, decide di prendere i voti sacerdotali, negandosi per sempre di accogliere la passione.


Bibliografia

Grazia Deledda: Elias Portolu

Elias Portolu

 

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