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Anna Maria Ortese ha delineato, in solitudine e a dispetto della disattenzione dei contemporanei, la sua straordinaria personalità di scrittrice, dei cui romanzi solo adesso forse siamo in grado di comprendere l'assoluta compatibilità con le coeve vicissitudini di quel genere narrativo
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Al suo primo apparire, nel 1953, "II mare non bagna Napoli" sembrò a molti inserirsi in quel filone che allora e dopo venne chiamato "neorealismo". Era tutt'altra cosa. Nato dall'incontro della scrittrice con quella città uscita in pezzi dalla guerra, il libro è la cronaca di uno spaesamento
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"In nessun altro libro, nemmeno nell'Iguana, che è il suo altro capolavoro, Anna Maria Ortese aveva mai posseduto questa forza: un'immaginazione così sovrana, una sapienza simbolica così ricca, un'arte così fresca e delicata". Pietro Citati
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"...ritengo che l'Universo non sia circolare come si tende a definirlo, ma ellittico, ed esso perde di là, da quella sua deviazione - ancora, fortunatamente, splendente -, tutto il suo sangue o sostanza, tutto ciò che chiamiamo tempo" Anna Maria Ortese
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