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"Contrariamente all’amato-discusso Pirandello... Sciascia credeva che la verità c’è ed è, se cosi si può dire, individuabile, localizzabile; e che di conseguenza è definibile cosa è giusto e cosa è ingiusto e la possibilità di una lotta contro l’ingiusto dalla parte del giusto" (G.Fofi)
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Il giorno della civetta: edito nel '61 è la prima opera narrativa sul tema della mafia destinata a un vasto pubblico
Morte dell'inquisitore: un’opera che costituisce una delle più lucide condanne della repressione della libertà di pensiero che siano mai state scritte
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Il contesto: un quadro lucido e spregiudicato dell'Italia che prefigura le dinamiche della "strategia della tensione"
Porte aperte: un'opera che condensa alcuni temi cari all’autore, l'aspirazione a vedere la realtà con rigore razionale, l’esigenza di una vita sociale libera dalla violenza e dall’inganno
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Il rapporto con la sua terra, con i suoi "fratelli" letterari e con le ideologie di fine secolo. Sciascia dall'archivio radiotelevisivo della Rai
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