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Cronache di poveri amanti
“Cronache di poveri amanti” mette in scena, trasformandoli in eroi, i popolani di Via del Corno, un vicolo nella zona tra Palazzo Vecchio e Santa Croce, nella Firenze degli anni 1920 - 1925. Nel vicolo tutto accade pubblicamente ed ogni cosa è argomento di conversazione. Protagonisti sono una moltitudine di personaggi, con le loro storie di vita e disperazione, d’ideali e di lotte, intrecciate e complesse. Il Moro ha compiuto un furto e ha affidato la refurtiva a Giulio che, appena uscito dal carcere, è stato nuovamente incastrato da una soffiata di Nanni e, prima di essere arrestato, ha lasciato il bottino al carbonaio Nesi; Liliana, la moglie di Giulio, è costretta ad andare in casa dalla Signora, un’ex prostituta che tutti snobbavano ma sono ora tenuti a rispettare. Nesi viene colto in flagrante dal brigadiere e suo figlio Otello, che lo odia, scappa con Aurora, fino ad allora mantenuta dal Nesi, insieme al figlioletto bastardo di cui riconosce la paternità. Attorno alla vicenda principale gravitano le storie d’amore - che legano Bruno e Clara, Bianca e Mario, Milena ed Alfredo - e di politica, che contrappongono gli antifascisti Alfredo e Corrado detto Maciste ai fascisti Osvaldo e Carlino, che rappresentano i punti di vista moderato e fanatico, sino all’ambiguo Ugo, pronto a cambiare bandiera.
Opera dall’ampio respiro lirico, “Cronache di poveri amanti” è il più riuscito dei romanzi di Pratolini, capace di restituire in pieno - da narratore di storie - la freschezza della vita della gente semplice, di mettere in scena speranze, amori, dolori di giovani e vecchi che stavano sempre con “il cuore sul davanzale della finestra dirimpetto”, affrontando così - con le “cronache” quotidiane, recuperate anche dai propri ricordi personali - i problemi sociali e politici dell’Italia nei primi anni del fascismo.
Nel 1954 Carlo Lizzani firmò l’adattamento cinematografico che vedeva Marcello Mastroianni nei panni di Ugo, con quell’espressione da popolano, fatta di orgoglio e pudore, caratteristica dei personaggi di Pratolini. Il film sacrifica, però, gran parte del lato privato del romanzo, assumendo una connotazione più politica e meno poetica.
Bibliografia
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Cronache di poveri amanti
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