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Una
questione di metodo: la storia della città
La città come manifestazione di uno sviluppo sociale, economico, architettonico, culturale, è un tema nodale della riflessione storiografica odierna, in vari settori. Si scrivono a più mani - con contributi di studiosi di diverse discipline - storie di città che mettono a fuoco, in diverse prospettive, momenti e problemi delle loro vicende, fasi diverse della loro fortuna, affermazione o crisi. Il moltiplicarsi di questo genere di ricerche può essere frutto di disposizioni o inclinazioni diverse degli studiosi.
Nel caso più riduttivo di un culto della storia locale magari in prospettiva circoscritta o campanilistica, questo tipo di indagine può essere volta alla valorizzazione, talvolta indifferenziata, di eventi e personaggi maggiori, minori e minimi di una tradizione municipale o di un territorio. Un interesse, cioè, per altrettante piccole patrie che talvolta sembra ignorare il rapporto e la collocazione delle vicende locali in un ambito storico più vasto; ma che, in ogni caso, può avere come conseguenza la produzione di una ricerca e di dati che possono risultare utili, a distanza, allo storico impegnato in ricerche di più vasto respiro.
Nel caso di indagini di più ampia prospettiva, questo genere di ricerche può servire invece a mettere in evidenza altrettanti casi e momenti nodali di una storia considerata in dimensioni non circoscritte, anche quando è svolta in rapporto a una situazione locale.
Anche nel campo della storiografia letteraria, per una valutazione dello studio delle realtà locali (e della sua portata e spessore), vanno considerate alcune riflessioni di metodo sul rapporto tra geografia e storia, che oggi è entrato di diritto come un binomio sul quale si fondano capitolo di rilevo delle storie letterarie italiane recenti e aggiornate.
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