|
Con gli occhi chiusi
Primo della trilogia dei romanzi di Tozzi incentrati sulla figura dell’inetto, in cui l’esperienza autobiografica diventa proiezione psicologica di un disagio, “Con gli occhi chiusi” allude ad un momento particolare dell’esistenza dell’autore. Colpito da una grave malattia agli occhi, Federigo fu costretto a restare a lungo al buio e, una volta guarito, ebbe difficoltà a ricominciare ad uscire e a condurre una vita normale. La cecità diventa incapacità spirituale di vedere, inettitudine alla vita ed al sentimento, in una visione pessimistica del mondo ove predominano inganno e dolore. Il racconto si sviluppa per frammenti, con digressioni e passaggi che mettono in luce l’aspetto psicologico dei personaggi piuttosto che la loro “consistenza” di figure, in una rappresentazione cruda e amara della realtà. La prima parte del romanzo racconta la vita della famiglia Risoli: Pietro è l'infelice figlio di un padre – padrone proprietario di un podere nella campagna del senese, a Poggio a’ Meli. L’incomunicabilità tra Pietro e Domenico precipita il ragazzo nella solitudine, in una vita d’oppressione che è la stessa della madre, debole e remissiva, dedita solo alle faccende domestiche. Pietro ama Ghisola, la giovane nipote dei salariati che gestiscono il podere della famiglia Risoli, e non vede, perché non vuole vedere, il mondo della ragazza. La vita di lei è al centro della seconda parte dell’opera: condannata alla rovina per essersi concessa ad un vedovo e poi ad un contadino, ella è costretta a fuggire in città. Qui Ghisola diventa prima l’amante di un commerciante e poi, in seguito al fallimento dell’uomo, una prostituta. La storia con Pietro, nonostante tutto, non è mai finita, i due hanno sempre continuato a vedersi ed il ragazzo, ignaro delle vicende della giovane, vorrebbe sposarla. Sarà una lettera anonima ad indicare a Pietro la casa di tolleranza in cui, davanti alla realtà della “sua” Ghisola, in stato interessante, discinta, in un bordello, ancora una volta, come per non vedere, cadrà svenuto, colto da una vertigine. “Allora egli, voltandosi a lei con uno sguardo pieno di pietà e di affetto, vide il suo ventre. Quando si riebbe dalla vertigine violenta che l'aveva abbattuto ai piedi di Ghìsola, egli non l'amava più.”
Bibliografia
|
Con gli occhi chiusi
|