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Grandi narratori del '900


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Federigo Tozzi


 

Tre croci

Dedicato a Luigi Pirandello e scritto alla fine del 1918, “Tre croci” rappresenta il primo passaggio di Federigo Tozzi dal frammento al romanzo, con la creazione di una vera e propria storia e di uno dei ritratti più riusciti della figura dell’”inetto”, tipo umano della letteratura dell’epoca – da Pirandello a Svevo – che in questo caso si fa specchio del disagio esistenziale dell’autore, proiezione della propria amara e cupa visione della vita e trasfigurazione lirico – autobiografica di disgrazie realmente accadute. Alla morte del padre, infatti, Federigo ebbe grosse difficoltà ad amministrare i poderi ereditati nella campagna di Siena ed il proprio fallimento gli causò grandi disagi economici e pratici, oltre ad essere un duro colpo anche a livello psicologico.
Giulio, Niccolò ed Enrico Gambi vivono a Siena, gestiscono una libreria ereditata dal padre ma non sono in grado di occuparsi del commercio e fanno precipitare gli affari fino alla rovina, nonostante il prestito offerto dal cavaliere Nicchioli. Assillati dai debiti, arrivano addirittura a falsificare la firma del cavaliere su delle cambiali, ma vengono presto scoperti e precipitano la famiglia nella vergogna. Giulio, incapace di affrontare la realtà, travolto dagli eventi, non regge e si suicida; Niccolò ed Enrico vengono processati, ma scaricano tutta la responsabilità sul fratello e si salvano, senza riuscire, però, a rifarsi una vita.


Bibliografia

Federigo Tozzi: Tre croci

Tre croci

 

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