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Il Cigno
Anche “Il Cigno” (1993) come i due romanzi che lo precedono (“La chimera” e “Marco e Mattio”) prende spunto da un fatto realmente accaduto: l’uccisione a colpi di lupara di Emanuele Notarbartolo il 1 febbraio 1893. Si tratta del primo assassinio eccellente di mafia nella storia d’Italia e della Sicilia, ordinato, pare, dall’onorevole Raffaele Palizzolo, detto il Cigno per certe movenze e per le modulazioni della voce.
Vassalli viene a conoscenza di questa vicenda leggendo una copia anastatica di un libro del 1900 di Napoleone Colajanni: “Nel regno della mafia”, in cui si racconta di quell’omicidio in uno scompartimento di prima classe del treno che dai poderi di famiglia riporta Notarbartolo a Palermo.
Deputato e consigliere di amministrazione del Banco di Sicilia, “u Cignu” si arricchisce giocando in borsa i soldi dei risparmiatori, e cade in disgrazia per aver commesso l’ errore di accreditare le vincite a se stesso anziché a un prestanome. Il Presidente del Consiglio – il marchese di Rudinì - chiama per fare pulizia all’interno della banca siciliana il commendatore Emanuele Notarbartolo, già direttore dell’istituto, poi allontanato per volontà di Francesco Crispi. Notarbartolo indaga sulla vicenda pagando il suo impegno civile con la vita.
Il romanzo, che copre 27 anni di storia italiana, è diviso in tre atti, di cinque giornate ciascuno: Inferno (1893-’94), Purgatorio (1896-’99), Paradiso (1901-’04), cui si aggiunge – a mo’ di composizione teatrale - un Epilogo, datato 2 febbraio 1920.
Ma qui l’Inferno del delitto politico non conduce alla speranza dell’espiazione e del perdono. Il Paradiso finale non è quello celestiale della Grazia ma quello della vittoria politica e personale, dell’illusione modernista del progresso.
Per raccontarci questa storia per la prima volta Vassalli cambia l’ambientazione: lascia le nebbie padane e le brume alpine per le assolate terre sicule. E anche in questo romanzo torna il leitmotiv dell’ “arte di dimenticare” propria degli italiani: della mafia cento anni fa si sapeva già tutto, ma nessuno se ne ricorda più.
Bibliografia
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Il Cigno
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