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Grandi narratori del '900


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Elio Vittorini


 

Biografia di Elio Vittorini

(Siracusa 1908 - Milano 1966)

Figlio di un ferroviere, interrompe gli studi tecnici e, nel ‘24, va via dalla Sicilia per lavorare, come edile, nella Venezia Giulia. Inizia a collaborare, sin dal 1927, a varie testate; dipoi, entra in contatto con il gruppo di “Solaria”, per la quale pubblica il suo primo racconto. Nuovamente sulla rivista fiorentina, appare a puntate il suo romanzo d’esordio, “Il garofano rosso” (1933-34), ma le uscite vengono interrotte dalla censura.
Nel 1938 si trasferisce a Milano: le proprie posizioni politiche, dall’iniziale “fascismo di sinistra”, divengono di radicale opposizione al regime, ciò che lo conduce nel 1945 ad iscriversi al PCI (ne uscirà nel ‘50). Intanto,“Letteratura” comincia a pubblicare, a puntate, “Conversazione in Sicilia” (1941), per molti la sua opera più importante. L’anno stesso vede la luce “Americana”, antologia di narratori statunitensi tradotti da lui e da altri scrittori: la prefazione incappa, ancora, nelle maglie censorie.
Dopo aver preso parte attiva alla Resistenza, nel ‘45 fonda “Il Politecnico” e ingaggia una battaglia per liberare la letteratura da ogni funzione servile nei confronti dei partiti. Mentre licenzia diversi altri romanzi (“Uomini e no”, 1945; “Il Sempione strizza l’occhio al Frejus”, 1947; “Le donne di Messina”, 1949), prosegue nell’attività editoriale: per Einaudi inventa, nel 1951, la collana de “I gettoni”, ove - dimostrandosi, per dirla con Pautasso, “rabdomantico scopritore di talenti” - propone testi di Fenoglio, Tobino, Ottieri, etc.
Nel 1957 compare “Diario in pubblico”, che vede raccolti suoi interventi militanti e politico-culturali; nel ‘59 dà vita, assieme a Italo Calvino, a “Il Menabò”, in cui s’avvia il dibattito sullo sperimentalismo letterario degli anni ‘60. Successivamente, si dedica alla direzione di collane editoriali per la Mondadori; il suo lungo silenzio creativo è, infine, interrotto dall’uscita postuma de “Le città del mondo” (1969), frutto d’una complessa gestazione principiata negli anni ‘50, da annoverarsi tra i suoi lavori più significativi. La posizione di rilievo che Vittorini occupa nella scena letteraria nostrana gli deriva non soltanto dal valore suo di scrittore; fondamentale, infatti, è il ruolo che egli ha rivestito nell’ambito del dibattito culturale dell’epoca. Se certe cose sue, infatti (per dirne una, “Uomini e no”), paiono oggi risentire del tempo trascorso, egli è certo un intellettuale che “ha dialogato con la storia, con la politica, con l’industria assumendosi tutte le sue responsabilità e cercando di contrastare o favorire e di combattere o di proporre a partire da convinzioni profonde e radicate” (G.Fofi). Non è un merito secondario: nel desolante scenario odierno, ad esempio, una simile funzione nessuno ha più desiderio di svolgerla. Laddove di un Vittorini - di tanti Vittorini - ci sarebbe, davvero, un gran bisogno.

Francesco Troiano

Bibliografia

Elio Vittorini

Elio Vittorini

 

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