Homepage di Italica: Italiano   Rai International

Feed RSS

Newsletter

Scrivici

Informazioni

Mappa del sito

Argomenti

Storia dell'arte italiana
Antonello da Messina

include_menu


Arte Gotica
Arte Rinascimentale
Arte Barocca
Arte Neoclassica
Arte Romantica
Primo Novecento

Biografia di Antonello da Messina
(1430 ca- 1479)

La vicenda biografica d’Antonello da Messina è stata oggetto, nel corso dei secoli, di ricostruzioni contraddittorie e talora fantasiose, per lo più a causa della scarsità di materiale documentario.
Nato attorno al 1430 a Messina da Giovanni de Antonio e da Garita (verosimilmente Margherita), ricevette con ogni probabilità una prima educazione in patria: del resto il padre, essendo un “mazonus” - ovvero un artigiano specializzato in lavori di scultura, intarsio, intaglio e muratura -, doveva avere una certa dimestichezza con le questioni artistiche e ciò può aver favorito l’accostamento d’Antonello alla pittura.
L’ambiente messinese era però piuttosto stagnante e Napoli, capitale del regno, internazionale e vivacissima dal punto di vista artistico-culturale - vi si trovavano, fra l’altro, opere catalane e provenzali, nonché capolavori nordici come lo straordinario “Trittico Lomellini” di Jan Van Eyck -, era certamente la meta naturale per una giovane artista: è proprio qui, infatti, che, intorno al 1450, prende avvio la carriera di Antonello, con un apprendistato alla bottega del pittore Colantonio, quotato copista di opere fiamminghe che era solito ricevere anche importanti commissioni; come quella, risalente agli anni Quaranta, di un polittico per la chiesa francescana di San Lorenzo, nelle cui parti laterali è forse possibile rintracciare il primo intervento del giovane pittore.
Ben presto, l’artista messinese comincia a concentrarsi su alcuni temi che diverranno caratteristici della sua produzione: le varie redazioni della “Crocifissione”, le meditazioni sul busto di Cristo, l’insistenza sul tema della Madonna, l’avvio di un’attraente galleria di ritratti, tutti virili e, purtroppo, anonimi, dato che ci hanno privato di importanti informazioni sui committenti del pittore. Al 1460 circa viene fatta risalire l'esecuzione della cosiddetta “Madonna Salting”, di evidente ascendenza fiamminga, e le due tavolette di Reggio Calabria raffiguranti “Abramo servito dagli angeli” e “San Girolamo penitente”, esposte presso il Museo Nazionale della Magna Grecia.
La formazione d’Antonello si completa negli anni Sessanta con un viaggio a Roma, grazie al quale entra in contatto non solo con la monumentalità dell’arte classica, ma anche con l’umanesimo prospettico di Piero della Francesca e Beato Angelico. Tra il 1465 ed il 1470 realizza il “Salvator Mundi”, la sua prima opera firmata e datata, e il “Ritratto d'uomo” del Museo Mandralisca di Cefalù, in cui viene adottata la posizione a tre quarti, tipicamente fiamminga, che consente una più minuta analisi fisica e psicologica. Dopo il 1470 si segnala un ritorno in Sicilia, caratterizzato da dipinti di grandissima suggestione quali il “Polittico di San Gregorio” e l’“Annunciata” di Palermo.
Nel 1475 Antonello raggiunge Venezia, ove viene in contatto con la pittura di Giovanni Bellini (i cui influssi sono evidenti nella “Pala di San Cassiano”, realizzata tra il 1475 e il 1476), e, nel volgere di due anni, vi lascia opere fondamentali, come il “San Gerolamo nello studio”, oggi conservato presso la National Gallery di Londra, l'“Ecce Homo” del Collegio Alberoni di Piacenza, la “Crocifissione” d’Anversa e il “San Sebastiano” di Dresda: dipinti assolutamente decisivi per consentire anche nella città lagunare la diffusione della “sintesi prospettica di forma e colore” che caratterizza l’Umanesimo italiano.
Tornato nella città natale, Antonello muore pochi anni più tardi, nel 1479, due mesi dopo aver fatto testamento.

Bibliografia

Antonello da Messina, Salvator Mundi (Cristo Benedicente)

Antonello da Messina, Salvator Mundi (Cristo Benedicente)
1475
Olio (?) su tavola
cm 38,7 x 29,8
Londra, National Gallery
Sul cartellino del parapetto
"MILLESIMO QUATRICENTESSIMO SEXT SAGE / SIMO QUINTO VIII INDI ANTONELLUS / MESSANEUS ME PINXIT"

Logo Rai
 

Italica è una produzione Rai International. I materiali raccolti in questo sito sono protetti da copyright e sono presenti esclusivamente per motivi didattici