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Pittura
L’arte
gotica in Italia
Architettura
Scultura
Verso
la fine del XIII secolo, la tradizione
pittorica bizantina, ormai assuefatta a
vecchie maniere, viene lentamente abbandonata,
in favore di nuove forme espressive. Il
tentativo di rigenerare l’arte pittorica
proviene da alcuni centri privilegiati nella
produzione, sedi di botteghe e ferventi centri
culturali. In essi, autori brillanti e geniali
trovano diverse ed originali forme espressive.
Firenze, Siena, Roma, Assisi sono le città da
cui parte una vera e propria rivoluzione
artistica.A
Firenze Coppo di Marcovaldo annuncia l’arte
di Cimabue (ma non è chiaro se piuttosto ad
essa egli si ispiri): con alcune Madonne in
trono, egli esalta i valori plastici e
drammatici. E’ questa la strada su cui il
maestro fiorentino Cimabue imposta il proprio
lavoro, recuperando la tradizione bizantina
colta ed accentuandone drammaticità e forme
plastiche. A Siena, Duccio di Buoninsegna
realizza l’opera sua incrementando il
carattere lineare delle forme e l’intensità
cromatica, valori già presenti in città
dalla seconda metà del Duecento nella pittura
locale. I risultati da lui ottenuti
influenzano profondamente l’opera d’altri
tre celebri autori senesi: Simone Martini,
Pietro e Ambrogio Lorenzetti. A Roma, negli
ultimi decenni del Duecento, la pittura trova
rinnovamento nelle tre personalità di Jacopo
Torriti, autore dei mosaici dell’abside
della chiesa di San Giovanni in Laterano;
Pietro Cavallini, che firma le Storie della
vita della Madonna della Chiesa di Santa Maria
in Trastevere; Filippo Rusuti, realizzatore
dei mosaici nella parte superiore
dell’antica facciata di Santa Maria
Maggiore. Sembra certo che il Torriti abbia
lavorato ad Assisi, partecipando alla
decorazione della Basilica inferiore di San
Francesco. All’imponente opera lavorano le
personalità artistiche più celebri del
periodo ed Assisi sembra il luogo di passaggio
e di concentrazione di tutta l’arte della
fine del Duecento. Cimabue attende alla
decorazione del transetto della Basilica
superiore, Simone Martini affresca la cappella
di San Martino, della Basilica inferiore,
Pietro Lorenzetti realizza un ciclo
d’affreschi nella Basilica inferiore, Giotto
negli ultimi anni del Duecento affresca le
Storie di San Francesco della Basilica
superiore.
Quest’ultimo spicca per genialità, fama e
grandezza sugli artisti finora citati.
Considerato il pittore che meglio rappresenta
l’intero Medioevo, Giotto interrompe la
tradizione del passato con una capacità
innovativa che i suoi contemporanei gli
riconoscono e di cui anche il Rinascimento è
debitore. Molte scuole nascono intorno ai suoi
stilemi creativi, stuoli d’apprendisti a lui
s’ispirano e diffondono nelle città dove
egli lavora la sua maniera.
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Giotto
di Bondone, Polittico della Vergine
Chiesa di Santa Croce - Firenze, Cappella
Bardi
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