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Scultura

L’arte gotica in Italia
Architettura
Pittura

Molto più della pittura ed in netto anticipo rispetto ad essa, la scultura gotica italiana permette di identificare il processo di evoluzione e di innovazione artistica del secolo XIII in Italia. La produzione scultorea si dimostra ampia ed importante, al servizio di molta parte dell’architettura coeva, ma non solo. E’ proprio questa la caratteristica peculiare della scultura gotica. Per la prima volta nell’arte, le opere acquistano una loro intrinseca autonomia: sebbene inserite in un superiore contesto architettonico, esse hanno una vita ed un valore propri.
Sembra certo che l’arrivo di lavori importati dal gotico transalpino abbia indotto gli scultori italiani ad abbandonare gli stilemi ormai desueti del romanico. Si tratta di arredi sacri (il Reliquiario di San Luigi del 1297),  immagini devozionali (la Madonna eburnea, del Tesoro di San Francesco di Assisi), opere realizzate oltralpe su committenze nostrane. Nel 1271, alla morte d’Isabella d’Aragona, nel Duomo di Cosenza, il marito della defunta, Filippo l’Ardito fa erigere in sua memoria un Monumento funerario, di cui restano alcune figure scolpite, ottimo esempio di scultura gotica. Anche nella Basilica Inferiore di San Francesco d’Assisi, si trova un esempio di puro stile gotico nel Monumento funerario della famiglia dei Cerchi.
In area padana, ormai lontana dell’esperienza di Benedetto Antelami, persistono opere di tradizione romanica. Eppure, iniziano a comparire esempi di stile gotico: si pensi ai rilievi del frontone del protiro del Duomo di Ferrara e quelli del Fonte battesimale della Cattedrale di Massa Marittima. Nell’Italia meridionale, dove la scultura pugliese d’età federiciana già risente di istanze gotiche, le forme del nuovo stile arrivano grazie agli angioni ed alle loro importazioni artistiche. Proprio dalla Puglia proviene un geniale artista cui si deve gran parte della migliore produzione scultorea del periodo: Nicola Pisano. Il suo indagare nei modelli classici, gli permette di recuperare suggestioni antiche in forme del tutto nuove. Forme classiche e contenuti moderni sono il binomio che rende il Pisano uno scultore unico per il suo periodo. Sin dalla prima opera accertata, il Pulpito del Battistero di Pisa, la sua arte si dimostra del tutto originale. Nella bottega toscana da lui fondata si formano il figlio Giovanni Pisano ed Arnolfo di Cambio. I due artisti, maturati in uno stesso contesto, dopo aver condiviso il medesimo apprendistato prendono strade espressive diverse: Giovanni approfondisce i caratteri gotici dell’arte del padre per giungere ad una sorta di espressionismo, mentre Arnolfo coltiva quelli classici, approdando a forme pure e solenni.

Arnolfo di Cambio, Madonna in trono, Duomo di Firenze

Arnolfo di Cambio,
Madonna in trono
Duomo di Firenze

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