| Architettura
L’arte
rinascimentale in Italia
Scultura
Pittura
Nel Rinascimento, scindere i campi del sapere di un artista ha poco senso. E’ evidente dalle esperienze artistiche dei massimi esponenti del periodo che l’artista racchiude in sé tutte le arti, che ha dimestichezza con quelli che possono essere considerati i diversi aspetti di una stessa disciplina. E’ vero anche che la specificità e l’eccellenza di ciascun artista in una singola scienza è un fatto che va considerato. Filippo Brunelleschi, ad esempio, fu scultore ed architetto, ma la sua codificazione teorica ed i suoi risultati pratici in architettura lo restituiscono ai posteri come un eccellente architetto. Artisti come Leonardo, Raffaello e Michelangelo dimostrano quanto vana sia la distinzione delle arti nel Rinascimento.
L’architettura è la scienza che sembra dare maggiore apporto alla formulazione teorica del Rinascimento. Non si può dimenticare che due dei caratteri fondamentali di questo periodo, la prospettiva e la ripresa della classicità, sono strettamente pertinenti all’architettura. La nuova architettura usa la prospettiva per determinare spazi compiuti e finiti, opposti agli spazi infiniti del gotico. Ciò che distingue nettamente la nuova scienza architettonica è l’uso di un progetto. Nasce un metodo matematico e geometrico che guida la mano degli artisti in modo non empirico ma razionale. Se nel Medioevo la progettazione si limita all’applicazione d’alcune regole, nel Rinascimento è una fase preliminare fondamentale alla realizzazione dell’opera. Un progetto teorico, definito sulla base di chiare leggi matematiche, assicura la perfetta riuscita finale. La struttura che tiene in piedi un edificio risponde a regole precise e diviene più autonoma rispetto alla decorazione.
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Filippo Brunelleschi,
Santa Maria del Fiore, Firenze
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