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Scultura
L’arte
rinascimentale in Italia
Architettura
Pittura
Il rinnovamento artistico del Rinascimento dà nuovo impulso all’arte scultorea. Se nel Medioevo la scultura è concepita come legata alla struttura di cui essa è decorazione, nel Rinascimento il suo ruolo si svincola da qualsiasi dipendenza e torna al pieno valore. Il concetto d’autonomia della scultura deriva direttamente dall’antica Grecia. Né l’arte romana, né quella gotica concepiscono la scultura nella sua pienezza plastica, come opera a sé stante. Il Rinascimento recupera la centralità della scultura e la svincola dal suo ruolo decorativo. In questa libertà si esprime il richiamo alla classicità in campo scultoreo, ma non nelle modalità artistiche, almeno fino al Cinquecento. Nel Quattrocento, la scultura di Donatello si eleva per eccezionalità e individualismo. La sua concezione plastica è unica ed irripetibile e spesso viene addirittura considerata anticlassica. Negli stessi anni lavora a Firenze Lorenzo Ghiberti, vincitore di quel famoso concorso per la seconda porta del Battistero che vede sconfitto il Brunelleschi. La sua concezione si manifesta più improntata al gotico dei grandi maestri del passato, quali Giotto e Duccio.
Nella scultura minore come l’ornato architettonico o la scultura ornamentale vengono invece riprese le forme classiche. Ne è chiaro esempio il “bronzetto”, termine con cui si definisce la copia di una scultura classica, molto di moda nel Rinascimento.
La scultura rinascimentale conquista caratteri di realismo, grazie allo studio anatomico della forma umana. Nel contempo, le figure rappresentate ricercano un valore concettuale: esprimono, cioè, un ideale di bellezza ed equilibrio. Anche nella scultura, come nella pittura e nell’architettura, viene spesso applicata la prospettiva lineare, soprattutto nel rilievo.
La scultura rinascimentale del XV secolo presenta caratteri innovativi, che vanno verso la rivoluzionaria e geniale opera di Michelangelo Buonarroti. Considerato a ragione un artista senza pari in un periodo pure ricco di menti geniali, il Buonarroti divide la propria attività tra architettura, pittura e scultura. Le sue prime opere note sono, però, scultoree e sembra che egli scolpisse ancora molto anziano: i risultati da lui ottenuti in questo campo rendono ragione della sua predilezione.
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Michelangelo Buonarroti: Tondo Pitti
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