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L’arte rinascimentale in Italia - La situazione storica

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L’Italia del XV secolo è un luogo di ferventi cambiamenti e di politiche esuberanti. Il potere politico di Roma e del papato si è appena consolidato con il ritorno del Pontefice in Vaticano, dopo l’esilio d’Avignone ed il Grande Scisma (1378 – 1417).
Nelle altre città italiane, le forze politiche si vanno equilibrando sotto nuove egemonie. A Firenze, Cosimo de’ Medici inizia nel 1434 un lungo periodo di dominio della sua famiglia sulla città; a Milano, il condottiero Francesco Sforza sbaraglia le resistenze dei duchi Visconti; a Ferrara, Lionello e Borso d’Este rendono la loro corte una delle più ricche ed originali dell’epoca; a Napoli, gli Aragonesi consolidano il loro potere, mentre Venezia estende il suo dominio a luoghi come Creta e Cipro, erede naturale di Bisanzio.
La politica nel XV secolo assume caratteri di scienza e astuzia ben codificati dagli scritti di Niccolò Machiavelli. Del potere politico fa parte integrante una corte raffinata e colta, pronta ad accogliere artisti, scienziati e dotti eruditi.
Le corti italiane fanno a gara per la bellezza e l’eccellenza delle proprie arti. Gli artisti vengono ad assumere una nuova e più consapevole importanza. Essi non sono più soltanto artigiani, ma assurgono a ruolo di creatori di una parte fondamentale della corte e delle città in cui essa risiede. L’Italia, grazie alla continua accoglienza d’artisti, diviene luogo privilegiato per lo sviluppo delle massime personalità mondiali e funge da guida nei confronti d’altri paesi europei. Il XV secolo è periodo della curiosità e dello studio. Lontano dalle inquietudini che attanagliavano il Medioevo, l’uomo può dedicarsi con piena fede nella ragione a studi intesi a far luce sui vari campi del sapere. La fede nelle possibilità dell’uomo e nella ragione proviene da germi già posti nel secolo XIV e consolidati da fattori di stabilità politica e sociale, ma soprattutto dal diffondersi della filosofia neoplatonica. Marsilio Ficino con il suo “Teologia platonica” riunisce la mistica di Platone all’ideale cristiano. Le medesime dissertazioni vanno facendo Pico della Mirandola, Leon Battista Alberti e Girolamo Landino, impegnati nel dimostrare la libertà dell’uomo e l’esaltazione della sua ragione. E’ a partire da queste basi filosofiche che nasce l’umanesimo (già iniziato da autori letterari come Francesco Petrarca), con la riscoperta della letteratura antica e dei valori della civiltà classica. Tale riscoperta non è pedissequa imitazione, bensì cultura. Il passato si rinnova nel presente e lo alimenta. Tra le scienze maggiormente applicate in questo periodo trova nuovo impulso l’archeologia, che porta alla luce splendide opere classiche, esempio ed ispirazione per l’arte contemporanea.

Introduzione
L'artista rinascimentale e lo studio della prospettiva
Firenze al centro del primo Rinascimento
Roma caput mundi
La situazione politica del XVI secolo
Tra il culto della classicità e il sentimento della ricerca
Verso il manierismo

Claudio Tolomeo (sec. II), seconda tavola del mappamondo, in Cosmographia, apografo della Geographia, manoscritto (prima metà sec. XV). Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana

Claudio Tolomeo (sec. II), seconda tavola del mappamondo,
in Cosmographia, apografo della Geographia, manoscritto (prima metà sec. XV). Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana

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