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La riscoperta di Botticelli

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La riscoperta di Botticelli

Tra le celebri biografie scritte da Giorgio Vasari sui pittori rinascimentali, quella dedicata a Sandro Botticelli dimostra una certa freddezza nei confronti dell’artista fiorentino. Così scrive il critico: “Ne' medesimi tempi del Mag. Lorenzo Vecchio de' Medici, che fu veramente, per le persone d'ingegno, un secol d'oro, fiori ancora Alessandro: chiamato a l'uso nostro Sandro, e detto di Botticello”. “Ancora che agevolmente apprendesse tutto quello, che voleva; era nientedimanco inquieto sempre (…) che il padre infastidito di questo cervello sì stravagante, per disperato lo pose a lo orefice”. Per quanto continui, sottolineando che egli “fu persona molto piaceuole, e fece molte burle a i suoi discepoli, e amici”, conclude con una descrizionedelle condizioni della sua vecchiaia, “condottosi vecchio, e disutile, e caminando con due mazze, perchè non si reggeva ritto, si morì essendo infermo, e decrepito”.
Se oggi la figura del Botticelli è considerata come una delle più celebri del Rinascimento, il pittore in realtà finisce i suoi giorni in povertà, dimenticato dai ricchi committenti. Ne è prova il rifiuto da parte di Isabella D'Este, nel 1502, di commissionargli un’opera, sebbene il pittore gli fosse stato caldamente raccomandato. Dopo la morte, l’oblio che lo avvolge in vecchiaia peggiora e la sua pittura viene ignorata, quando non screditata.
Solo nell’Ottocento, grazie all’opera del critico inglese John Ruskin e alla passione che dimostrano per lui i Preraffaelliti, Sandro Botticelli viene nuovamente scoperto, studiato, apprezzato e largamente imitato. Nell'Ottocento, la città di Firenze diviene meta prediletta di colti viaggiatori stranieri, in particolare inglesi e americani, che la eleggono loro patria d’adozione. Tra gli intellettuali che prediligono Firenze vi sono i Preraffaelliti. Gli appartenenti a questo movimento inglese, costituito nel 1848, scelgono apertamente - di qui il loro nome - di ispirarsi alla cultura che ha preceduto Raffaello, all’arte del Trecento e del Quattrocento, con una predilezione particolare per Botticelli.
Il critico inglese Walter Pater parla di “un senso di smarrimento e perdita”, ravvisando nelle sue tele una profonda malinconia, celata dietro alla perfezione ideale del disegno e della linea. I Preraffaelliti dipingono immagini mitiche, mutuando temi e stilemi dal maestro fiorentino. Da lui, inoltre, sembrano apprendere il gusto per la linea ondulata e sinuosa, che tutto avvolge e armonizza, e la minuziosa ricostruzione delle forme vegetali.


Sandro Botticelli: Madonna col Bambino e un Angelo

Sandro Botticelli: Madonna col Bambino e un Angelo



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