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Operadi Michelandgelo Merisi detto il Caravaggio

Nelle due tele per la chiesa romana di Santa Maria del Popolo – “La Crocifissione di San Pietro” e “La conversione di San Paolo” –, la concentrazione di Caravaggio sull’oggetto rappresentato si accentua ulteriormente: lo scenario, come luogo in cui si svolgono i fatti, è abolito, e unico protagonista è l’uomo con la sua vicenda. Nella “Crocifissione di San Pietro” campeggiano soltanto quattro persone - la vittima già inchiodata e i tre aguzzini che stanno capovolgendo la croce -, ad imprimere alla composizione un moto rotatorio in grado di sottolineare con efficacia, assieme a una luce capace di rilevarli statutariamente, la profonda sofferenza dei personaggi.
Nella “Deposizione nel sepolcro”, dipinta per la chiesa romana di Santa Maria in Vallicella”, spicca una composta tristezza, una solenne meditazione nel dolore riscontrabile anche in altre tele dello stesso periodo, come “La morte della Vergine”, che, rivelando lo stesso impianto concettuale delle “Storie di San Matteo”, è stata parimenti contestata per l’assenza di quel “decoro” che, nella visione tradizionale, avrebbe dovuto accompagnare la rappresentazione delle figure sacre: i rimproveri mossi alla tela rivelano, comunque, una sostanziale incomprensione dell’alta concezione caravaggesca, secondo cui la presenza di Dio accompagna anche gli uomini più umili, i diseredati, i peccatori, gli emarginati.
Le opere del periodo successivo – quello del disperato vagabondaggio conseguente alla condanna capitale – evidenziano una drammaticità ancora più intima e cupa. Nella “Decollazione del Battista” (1608) l’illuminazione, che ancora una volta proviene da un lato, risulta determinante per accrescere la consistenza volumetrica dei protagonisti, polarizzando su di essi lo sguardo e rendendo palese la tragica vicenda. Nel “Seppellimento di Santa Lucia”, dello stesso anno, viene affrontato – come del resto già ne “La morte della Vergine” – il dolore collettivo, accentuato dalla preponderanza del muro retrostante, che incombe sugli umili personaggi e sottolinea in maniera non retorica il sentimento tragico che da essi promana, mentre salutano per l’ultima volta la giovane donna uccisa per i suoi ideali.

Prima parte

Caravaggio, Flagellazione di Cristo,

Caravaggio,
Flagellazione di Cristo,
1607-1608,
Olio su tela, cm 286x213 Napoli, Museo e Gallerie Nazionali di Capodimonte

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