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Spesso definito spirito “romantico”, per l’estrema sensibilità e inquietudine caratteriale, nonché per la vita errabonda, Lorenzo Lotto nacque a Venezia intorno al 1480, ma operò soprattutto lontano dalla sua città d’origine
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La sua pittura, contraddistinta da irrequietezza, e insofferenza alle norme, evoca diverse correnti coeve che reagiscono all’idealismo classicheggiante e può essere definita, se non manierista - poiché priva della ricerca intellettuale tipica del manierismo – “protomanierista”
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Nel Rinascimento veneziano San Gerolamo ha goduto di notevole fortuna presso artisti e committenti: modello ideale di intellettuale cristiano, più volte raffigurato da Giovanni Bellini e almeno cinque volte dallo stesso Lotto, Gerolamo incarnava anche il principio etico della rinuncia ai beni terreni in favore della meditazione e della penitenza
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Lotto elabora un’espressione figurativa indipendente, difficilmente inquadrabile in una corrente eppure collegabile, per via diretta, a una lunga serie di relazioni. Nelle sue opere si possono via via indicare riferimenti a Giovanni Bellini, Giorgione, Dürer, Raffaello, Leonardo da Vinci, Correggio, Tiziano
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