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Nicola Pisano
(1220/30 - 1278/84)
Le notizie sulla vita di Nicola Pisano risultano poco chiare. Se l'artista, infatti, si firma Nicola Pisano, sui documenti del tempo egli risulta, invece, col nome di Nicola Pietri de Apulia.
Non è certo il luogo di nascita, sia esso Pisa od un paese meridionale, in una data compresa tra il 1220 ed il 1230. C'è chi sostiene che egli nasca a Pisa e si formi nel sud d'Italia, data l'influenza dell'arte federiciana sulle sue opere; altri credono, invece, che egli provenga dal meridione e si stabilisca a Pisa (luogo di nascita del figlio Giovanni), ove egli trascorre gran parte della sua esistenza e dalla cui compagine artistica mutua molte caratteristiche.
La prima opera certa del Pisano è il Pulpito del Battistero di Pisa, datato al 1260, capolavoro di novità artistica. Giotto, innovatore della pittura gotica, nascerà di lì a sette anni; eppure, Nicola è già pronto per regalare ai posteri un prezioso esempio di modernità.
Sono molte le opere scultoree attribuibili - seppure non in modo certo - all'artista prima di questa data: la serie di teste umane e di protome animalesche dei capitelli della cupola del Duomo di Siena, i rilievi del portale della Cattedrale di Lucca.
Il Pulpito ha pianta esagonale e si poggia su colonnette, coronate da capitelli. Sopra di esse, si appoggiano archi a pieno centro trìlobi. La struttura architettonica, recante in epigrafe la firma e l'elogio dell'autore, è concepita come un solido a se stante, non addossata alla parete ma isolata. Il parapetto del Pulpito è splendidamente ornato da cinque pannelli (un lato è lasciato per l'accesso alla struttura), rappresentanti "Storie di Cristo": "Natività", "Adorazione dei Magi", "Presentazione al tempio", "Crocifissione", "Giudizio Universale". I pannelli spiccano alla vista perché riquadrati da colonne di diverso colore. Essi hanno soggetto tradizionale, ma concezione artistica moderna e innovativa. Pisano recupera istanze classiche, sovente si ispira a statue antiche, mentre attua una visione personale. Nella "Natività" la composizione è gremita di figure, come in età classica, la Madonna grandeggia per dimensioni e postura; tutt'intorno, però, gli altri personaggi godono d'una finitura spaziale propria, tutti gli elementi sono in equilibrio tra loro. Nell' "Adorazione dei Magi", Pisano riprende la postura della Vergine da una Fedra, scolpita in un sarcofago del II secolo d.C.. Nella "Presentazione al Tempio" rievoca le scene sacrificali romane, fra cui un rilievo di Marco Aurelio nel Palazzo dei Consevatori. La classicità presente in queste figure non è pedissequa imitazione, ma omaggio all'arte antica attraverso rinnovate forme plastiche ed espressioni spirituali.
Dal 1265 al 1268, Nicola lavora al pulpito del Duomo di Siena, al quale collaborano alcuni allievi della sua bottega: Lapo, Donato, Arnolfo di Cambio e suo figlio Giovanni. L'opera appartiene alla piena maturità dell'artista. L'idea è la stessa di Pisa, ma il movimento si sostituisce alla calma. La pianta è ottagona, le colonne che sostengono la struttura più agili e svettanti verso l'alto, i pannelli scolpiti - sempre con "Storie di Cristo" - sono rapportati tra loro da sculture agli angoli, che danno unità alla rappresentazione e svolgono una funzione ideologica. Tutta la composizione si mostra armonica e raffinata, in essa spicca maggiormente l'umanità e la personalità dell'artista. L'adesione al gotico da parte di Pisano si è accresciuta, senza abbandonare l'equilibrio classico. Ne hanno tratto giovamento espressività e pathos: nelle figure drammatiche dei dannati del "Giudizio Universale", nella rappresentazione della potenza di Cristo nella "Crocifissione" e del senso di colpa dei sacerdoti ebrei, schiacciati agli angoli.
Tra il 1275 ed il 1278, Nicola, con il figlio Giovanni, attende alla realizzazione della Fontana Maggiore di Perugia. Si tratta di una delle più belle fontane medievali, in cui i rilievi rappresentati riassumono compiutamente la storia, la scienza, l'umanità del Medioevo. E' probabile che le parti più movimentate dell'opera siano state scolpite da Giovanni, dimostrando la capacità di Nicola non solo come artista ma anche come maestro, avendo egli formato personalità importanti quali suo figlio ed Arnolfo di Cambio.
Bibliografia
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Nicola Pisano: Pulpito del Duomo di Siena
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