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L'Opera
di Tiziano Vecellio
Il
periodo giovanile
La
prima opera importante di Tiziano è la collaborazione con
Giorgione per gli affreschi del Fondaco dei Tedeschi.
Giorgione dipinge la facciata sul Canal Grande, mentre
l'allievo quella laterale. Ormai perduta, eccezion fatta
per qualche frammento, è certo che l'opera mostrasse già
alcune significative differenze tra i due artisti.
L'arte di Tiziano, nei primi anni di attività, è
ovviamente pervasa da un certo giorgionismo, eppure è già
possibile ravvisare il carattere individuale
dell'artista. Ne è un esempio "Il Concerto" del
1510, dapprima attribuito a Giorgione poi a Tiziano e
infine riconosciuto come un'opera sulla quale entrambi
hanno lavorato. Le due figure laterali, infatti,
meditative e assorte, esprimono appieno l'indole
pittorica di Giorgione, mentre la figura al centro con il
gesto subitaneo di girare il capo ha una vitalità tutta
tizianesca.
Le opere successive del pittore percorrono rapidamente la
strada dell'emancipazione dal maestro. Nella tavola con
"San Marco in trono fra i Santi Cosma, Damiano, Rocco e
Sebastiano" nella Chiesa di Santa Maria della Salute,
l'idea del trono rialzato è mutuata dalla "Pala di
Castelfranco" di Giorgione", ma la vivezza dei colori,
il contrasto della figura del Santo sullo sfondo di nubi
rendono la momentaneità della vita e dimostrano il
temperamento del Tiziano. Questa stessa vitalità emerge
dai "Miracoli di Sant'Antonio", si pensi a "La
donna pugnalata dal marito" dove l'azione
dell'omicidio è consumata in primo piano,
nell'immediatezza del gesto crudo, mentre il marito
supplicante ai piedi del Santo è piccolo, in secondo
piano.
Il distacco definitivo dal maestro avviene con
"L'Assunta" della Chiesa di Santa Maria Gloriosa dei
Frari, opera talmente rivoluzionaria da essere
inizialmente rifiutata dai francescani, convintisi solo
dopo l'interessamento alla tavola di un altro
acquirente.
Tiziano all'epoca (1516-1518) dimostra di conoscere
l'opera romana di Michelangelo e Raffaello. Prendendo
come esempio "La Trasfigurazione" di Raffaello (coeva
a "L'Assunta") spicca una certa comunanza di intenti
nella disposizione delle figure, ma i colori di Tiziano
hanno maggiore contrasto tonale e una forte alternanza di
luce e ombra. L'opera è stata accusata di teatralità,
ma questa è una caratteristica funzionale allo scopo. La
tavola è destinata ad una chiesa ed è certo che Tiziano
si voglia rivolgere alla totalità di fedeli che comprende
religiosi, nobili, ma anche il popolo. L'ampiezza dei
gesti, la forza dei colori, la pennellata densa sono
necessari a definire l'immagine dell'assunzione
davanti agli occhi di tutti, anche di coloro che sono più
distanti.
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