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Biografia di Elio Petri
(Eraclio Petri, Roma 1929 - 1982)
Dedito
in gioventù alla militanza politica, entra nel mondo
del cinema nel 1952 come aiuto regista di De Santis
(“Roma ore 11”), mentre è critico cinematografico
per “L’Unità”. Nei lustri che seguono, egli
lavora alla sceneggiatura di numerose pellicole
(“Uomini e lupi”, 1957, “L’impiegato”, 1959, “Il
gobbo”, 1960, “I mostri”, 1963 ) e dirige due corti, “Nasce
un campione” (1954) e “I sette contadini”
(1957). Firma il suo primo lungometraggio nel 1961 con
“L’assassino”, atipico poliziesco di analisi
psicologica con un ottimo Mastroianni; ancor più
convincente risulta “I giorni contati” (1962),
sulla crisi esistenziale di uno stagnaro romano resa
alla perfezione dalla grande prova d’attore di Salvo
Randone. Generalmente sottovalutate, “Il maestro di
Vigevano” (1963) e “La decima vittima” (1965)
sono invece opere di un certo valore: la prima, tratta
dall’omonimo romanzo di Lucio Mastronardi, è una
commedia amara con un inedito Sordi; la seconda è
l’elegante adattamento - firmato da Ennio Flaiano e
Tonino Guerra - di un bel racconto di fantascienza di
Robert Sheckley. Il seguente “A ciascuno il suo”
(1967) traduce in immagini la pagina di Sciascia con
notevole vigore: si affaccia qui quella propensione
per il cinema d’impegno civile del Nostro che - dopo
la parentesi di “Un tranquillo posto di campagna”
(1968), confusa allegoria sul ruolo dell’artista
nella società contemporanea - troverà più tardi
compiuta espressione nella “Indagine su un cittadino
al di sopra di ogni sospetto” (1970) e nel meno
riuscito “La classe operaia va in paradiso”
(1972). Entrambi interpretati da un immenso Gian Maria
Volonté, essi trattano della repressione poliziesca e
della vita in fabbrica nelle forme di un grottesco più
funzionale - come si diceva - alla mossa struttura da
poliziesco all’americana del primo. I successivi
“La proprietà non è più un furto” (1973),
“Todo Modo” (1976) e “Buone notizie” (1979)
sono all’insegna d’un pessimismo ormai
inguaribile, pregno di propensioni metafisiche ed
espresso in una chiave espressionisticamente
survoltata. E’ l’intiera opera sua, in verità,
che - importante nel contesto di anni difficili -
appare oggi alquanto invecchiata.
F.T.
Filmografia di Elio Petri
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