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Biografia di Alida Valli
(N.d'a. di Alida Maria Laura von
Altenbunger; Pola, 1921 - Roma 2006)
Fotogenica e bellissima, dotata d'un
sorriso smagliante e di occhi
meravigliosi appena solcati da un
velo di mestizia, Alida Valli è
già alla fine degli anni Trenta tra
le attrici più popolari nel nostro
paese: in virtù, pure, d'una
duttilità che la porta a svariare
agilmente dal registro brillante a
quello drammatico.
Il personaggio che la impone
definitivamente, facendola al
contempo diventare una delle "fidanzate d'Italia" più
amata dalle platee, è quello di
Luisa in "Piccolo mondo
antico" (1941): guidata con
vigile mano dal suo ammiratore e
spasimante Mario Soldati, la giovane
interprete istriana conferisce alla
sventurata eroina fogazzariana
credibili palpiti e tremori,
toccando un vertice nella splendida
sequenza della follia ("sono
io, Franco, che l'ho uccisa, laggiù
Ombretta avrà tanto
freddo..."), a mezza via fra
Shakespeare e Donizetti.
Perfino nel dittico di propaganda "Noi vivi - Addio, Kira!"
(1942), diretto peraltro con
consumata professionalità da
Goffredo Alessandrini, ella risulta
- perfetta nei turbamenti come negli
ardori - il vero punto di forza
dell'operazione: e se l'inevitabile
trasferta hollywoodiana la vedrà
non a proprio agio ne "Il caso
Paradine" (1947) di Hitchcock
ed appena più convincente ne
"Il terzo uomo" (1949) di
Carol Reed, è al suo ritorno in
Italia che l'attende il ruolo più significativo della sua lunga
carriera.
Nei panni della contessa Livia
Serpieri, passionale e tormentata
protagonista in "Senso" (1954) di Luchino Visconti, ella si
ritaglia un posto di prim'ordine
nella storia del cinema indigeno: il
torrido amore tra l'affascinante
nobildonna ed il giovane ufficiale
austriaco, sullo sfondo d'un
Risorgimento finalmente non di
maniera, trova in lei un tramite
febbrile e potente, carnale ed
intenso, destinato a durar nella
memoria. Il prosieguo della sua
avventura, da attrice internazionale
di gran vaglia, non renderà
altrettanta giustizia al suo valore:
resta il profilo d'un attrice di
talento, capace di adattarsi con
bravura alle parti più diverse e
d'incarnare al meglio un periodo,
sotto l'aspetto della recitazione
quanto del divismo.
F.T. |



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