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La battaglia di Algeri

Algeri, 7 ottobre 1957. Nella Casbah i parà del colonnello Mathieu circondano il nascondiglio di Alì La Pointe, unico superstite del Fronte di Liberazione Nazionale algerino, e minacciano di far saltare la casa con la dinamite. In attesa della morte, La Pointe ripercorre con la memoria gli eventi che lo hanno trasformato da sfruttatore di donne e pregiudicato comune, in combattente per la libertà del proprio popolo. La lotta era incominciata tre anni prima, nel novembre '54, con la liberazione della Casbah dalla malavita, per fare della cittadella araba la roccaforte della rivoluzione. Dopo i primi sanguinosi attentati da parte dei magrebini, nel giugno del 1956, il governo francese adotta una serie di misure restrittive, tra cui anche la chiusura della Casbah, che però non riescono a bloccare l’ondata di terrorismo. La situazione precipita e da entrambe le parti le stragi si succedono con efferata violenza. Inevitabile arriva la militarizzazione della città. Nel gennaio del '57 il governo francese invia il colonnello Mathieu ed un corpo di paracadutisti che, con metodi polizieschi, progressivamente smantellano l'organizzazione algerina e riescono aricostruirne i collegamenti fino ad isolare La Pointe e scoprirne il nascondiglio.
Con la morte di Alì La Pointe, la rivoluzione sembra sedata. Ma nel dicembre del '60 tutto ricomincia e due anni dopo l'Algeria ottiene l'indipendenza.
Fondato sulla solida sceneggiatura di Franco Solinas, il film rievoca con sobrio taglio documentaristico la tragedia insita in una guerra di popolo e nella necessità di uccidere e morire per la libertà, spiegando anche le ragioni del "nemico", i francesi.
La Battaglia di Algeri venne prodotto con soli 800.000 dollari e nove professionisti, tra cui il direttore della fotografia Marcello Gatti, autore dello spendido bianco e nero del film, e Jean Martin- il Colonnello Mathieu - unico attore professionista, bandito in Francia negli anni 50 per il suo sostegno alla resistenza algerina.
Tutti gli altri attori furono reclutati ad Algeri: Haggiag che interpreta La Pointe era un analfabeta che non era mai stato al cinema prima di esser scelto per interpretare il film. L’uomo che tradisce La Pointe sotto tortura venne rilasciato temporaneamente da una prigione in Algeri per recitare la parte. Yacef Saadi, che nel film interpreta Dhile Djafar, primo contatto di La Pointe con i capi dell’FLN, era uno dei membri più importanti della resistenza, e il film si basa sulla sua storia.
Leone d'oro alla Mostra di Venezia del 1966 presieduta da Giorgio Bassani, il film ebbe subito successo in Algeria, in Italia e negli Stati Uniti, dove fu nominato per tre premi Oscar, mentre fino al 1971 venne bandito in Francia e in Inghilterra.

 

Cast tecnico e artistico

La battaglia di Algeri
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