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Giuseppe Gabellone, nato a Brindisi nel 1973, operante a Milano,
è lunico artista italiano invitato alla edizione 2002 di Documenta, la grande rassegna internazionale che si tiene ogni cinque anni a Kassel in Germania. Tappa di una rapida ascesa, dagli studi a Brera allesordio a Milano nel 1996, con presenze a mostre importanti come le Biennali di Venezia e di Sidney. Gabellone ama costruire misteriose "sculture" che poi fotografa in ambienti e situazioni inquietanti, e che distrugge dopo averle tradotte in quadri fotografici. Si tratta in realtà di oggetti fuori scala: un gomitolone di corda (1996), un tunnel retrattile (1997), cactus in argilla dentro un garage (1997), grandi casse in legno o acciaio con sigilli (1999 2000), uno spettacolare nastro elicoidale in legno dolce che si avvolge come nelle architetture assurde di Escher (2000), quadri monocromi rivoltabili a faccia doppia, enormi fiori in tessuto contro sfondi di paesaggio (2002). Crea così un sistema quasi metafisico di presenze e attese ambigue, allusioni allinerte consistenza sparizione delle cose, corpi che occupano spazi da cui luomo è assente. Assente è anche lautore: Gabellone infatti non si lascia mai fotografare. Pascali, Piero Manzoni, Gordon Matta Clark, gli autori a cui la sua opera è stata rapportata. |

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