Protagonista dellArte Povera è il torinese Giuseppe Penone,
nato nel 1947 in provincia di Cuneo.
L'artista ha infatti sviluppato con coerenza gli impulsi
della esperienza
artistica battezzata con
quel nome da Germano Celant
nel 1966-67 e che promuoveva "il ricorso a materiali poveri, naturali, antiartistici, per evidenziarne lenergia e analizzarne i processi naturali". Proprio quel che
fa Penone quando
ha traccia con chiodi la sua mano su un tronco dalbero o
affianca la crescita dellalbero e del corpo umano ("Lavorare sugli alberi", 1968);
segnala i rapporti fra il corpo e lesterno ("Rovesciare gli occhi",
1970 o quando esplora fotograficamente lepidermide ("Svolgere la propria pelle", 1970). Esplorazione poi estesa al profondo ("Paesaggi del cervello", foto dinterno di teschio correlate a foglie dalbero). Questo parallelismo dimpronta leonardesca, si è tradotto in opere ed operazioni in cui
si esalta il confronto tra le energie e le materie dellarte e le energie e le materie della natura.
Basti pensare ai grandi alberi in parte veri in parte in bronzo, nel museo-castello di Rivoli. O
alle pietre naturali e le pietre gemelle scolpite, nellopera "Essere fiume" del 1981, ora riproposta nella "Pescheria" di Pesaro. Una grande retrospettiva gli sarà dedicata nel 2004 dal Centre Pompidou di Parigi.