Milanese,
32 anni, Paola Pivi si
è affermata rapidamente
(la sua prima personale
risale al 1998) come una
presenza inquietante
nella giovane arte
italiana. Mantenendo una
sorta di formalizzata,
fredda oggettività,
l’artista presenta
attraverso grandi
fotografie, situazioni
in cui persone, oggetti,
animali, sono colti in
situazioni surreali.
Paola Pivi si è fatta
notare con operazioni di
grande effetto: il camion
rovesciato (1997), l' aereo da caccia, un Fiat
G-91capovolto (1999),
esposto alla Biennale di
Venezia. Il suo lavoro
più recente, visibile
nelle sale del Macro di Roma,
propone grandi foto di
zebre in un paesaggio
alpino innevato. Si
tratta di vere e proprie
performances senza
spettatori, condensate
in immagini. Così è
stato per l’asino in
una barca, la cui
gigantografia ha
campeggiato su un rio di
Venezia durante la
Biennale 2003, e per gli
struzzi su una spiaggia.
Una performance della
Pivi che ha suscitato
clamore è “Cento
cinesi” (1998): cento
cinesi posano uno
accanto all’altro
formando un quadrato,
nella galleria milanese
di Massimo De Carlo.
L’artista rivela nei
suoi lavori una matrice
concettuale, duchampiana,
coltivata con distacco
“scientifico” (aveva
intrapreso studi di
Ingegneria). La Pivi
attualmente è impegnata
nel progetto di
fotografare in scala 1:1
gli oltre 2 km
dell’isola di Alicudi dove
vive
quando non è a Londra