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CRITICI - Pierre Restany

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Pierre Restany

Pierre Restany (1931-2004) ha incarnato una delle ultime figure di critico militante e un po’ bohemien, sostenitore appassionato di movimenti di neoavanguardia, “compagno di strada” di giovani artisti, brillante saggista (fra i testi d’impianto teorico, “Abstraction”). Il suo nome è legato alla invenzione del termine “Nouveau Realisme” col quale nel 1960 unificò in movimento, un variegato gruppo di autori francesi e italiani: una sorta di risposta europea al New Dada e alla Pop Art americani, all’insegna della ripresa di possesso degli oggetti ma con carica fantastica e ironica. Fra i numerosi protagonisti del movimento, Restany istituì un legame forte con Yves Klein, creatore di quello straordinario “blu” di intensa carica spiritualista definito dallo stesso Restany “Fenomeno di pura contemplazione”. La dissoluzione dei confini fra arte e vita, l’arte come esperienza anche etica, l’arte come utopia furono le bandiere del critico francese. Restany era entrato in rapporti intensi con l’Italia che divenne la sua seconda patria. Vi diffuse il credo del Nouveau Realisme grazie alla collaborazione con Guido Le Noci, pugliese a Milano, titolare dello Studio Apollinaire. In Italia diresse per anni un vivace bollettino, “D’Ars Agency”. Continuò così a sostenere ogni ricerca animata da carica di vita emozionale.


Pierre Restany

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