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Luisa Rabbia
Fra i giovani artisti italiani emergenti, interessante è il percorso della torinese Luisa Rabbia, classe 1970. L'artista, dopo gli studi all’Accademia Albertina, è stata assistente di Gilberto Zorio, e, saltuariamente, anche di Marco Gastini e Luigi Mainolfi: dunque un ambito di esperienze torinesi di ascendenza poverista e concettuale, attento alle manipolazioni magiche della materia. Ma la sua bibbia – come ha dichiarato una volta – è stata “Brecce” di Henry Michaux, maestro della scrittura automatica, fra surrealismo ed informale. Difatti la giovane artista si è rapidamente imposta con grandi superfici di carta e di ceramica segnate con biro blu, in diverse intensità di passaggi. Poi è andata sperimentato altre tecniche, video compreso: quasi un approdo naturale, quando ha deciso di stabilirsi a New York – dove ha esposto più volte - dopo viaggi di formazione in Messico. Ma la base mentale del suo lavoro continua ad essere il disegno, e continua intenso il suo rapporto con l’Italia. Lo confermano diverse mostre fra Torino e Milano, e l’importante progetto da lei intitolato “Il riposo del tempo” per l’ultima edizione di “Arte all’Arte” in Toscana, curata da Achille Bonito Oliva. “C’è qualcosa di misterioso dove la parola non arriva e la mente non comprende”, ha dichiarato l'artista.
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