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Lea Vergine

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Lea Vergine

Lea Vergine è una delle studiose d’arte più famose in Italia e all’estero. I suoi saggi, le sue scoperte, le sue sollecitazioni sui nuovi linguaggi e sul destino dell’espressione artistica hanno da sempre suscitato il dibattito culturale. Quando, nel 1974, apparve il suo "Il corpo come linguaggio", sulla "Body-art", fu subito un grande successo editoriale, recensito da alcuni dei più autorevoli storici dell’arte e letterati, da Giulio Carlo Argan a Edoardo Sanguineti, da Max Kozloff a Lucy Lippard, François Pluchart, Peter Gorsen, Evelyn Weiss e tanti altri. 
Testimone diretto della nascita e della crescita di uno dei più controversi movimenti artistici, il volume di Lea Vergine raccoglieva una serie di testi degli artisti stessi, ai quali l’autrice aveva chiesto di contribuire con una dichiarazione relativa al lavoro illustrato. Corredato di un’ampia documentazione di fotografie originali e fotogrammi di film, videotape, happening, azioni e performance, il volume analizzava l’evoluzione di questo fenomeno attraverso le opere di sessanta artisti, da Gina Pane, Gilbert & George, Urs Lüthi e Katharina Sieverding a Rebecca Horn, Trisha Brown, Günter Brus e molti altri che hanno lavorato col e sul corpo. Tra le altre numerose pubblicazioni di Lea Vergine sui problemi dell’arte contemporanea, si segnalano "Attraverso l’Arte / Pratica Politica" (Arcana, 1976), "L’Arte ritrovata" (Rizzoli, 1982), "L’Arte in gioco" (Garzanti, 1988), "Gli ultimi eccentrici" (Rizzoli, 1990), "Arte in trincea" (Skira, 1996). 


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