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Ritratti - Afro Basaldella

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Afro Basaldella (Udine 1912 – Zurigo 1976) è fra i massimi esponenti dell’astrattismo italiano. Dopo gli studi a Venezia e Firenze, aveva frequentato nel 1932 a Milano, col fratello Mirko, lo studio di Arturo Martini. Dal 1934 si era stabilito a Roma. Partecipa alle vicende del tonalismo romano (con Cagli) che interpreta con accenti di colorismo veneto. La personale del 1936 alla galleria La Cometa segna il culmine di questa fase. Negli anni della seconda guerra mondiale, nel clima di tensione e di rinnovamento, le sue superfici tendono a frantumarsi in una sorta di impressionismo della memoria . E’ il preludio della svolta, che matura nel dopoguerra con l’irruzione in Italia delle esperienze postcubiste.
La nuova ricerca di sintesi lineare sfocia dal 1947 nell’astrattismo: Afro è uno dei protagonisti del Fronte Nuovo delle Arti e poi del Gruppo degli Otto. Accentua una gestualità larga, di lirica evocazione, sostenuta dalla conoscenza dell’Action Painting americana (Gorky in particolare) nel corso di un soggiorno negli Stati Uniti (1950). Ma la sua è una linea "italiana", intrisa di luce, attenta a larghi accordi di ritmo, che s’imporrà a livello internazionale (nel ’56 primo premio per un pittore italiano alla Biennale di Venezia, nel ‘58 un grande murale per l’Unesco a Parigi).

Afro Basaldella

Scuola Romana