|
Enrico Castellani L’opera di Enrico Castellani è al centro di una mostra organizzata presso la Fondazione Prada di Milano che espone circa settanta lavori dell’artista, realizzati tra il 1959 ed il 1970. In un dettagliato allestimento, Castellani, tra i fondatori della rivista "Azimuth", ripercorre la sua indagata monocromia e gli esercizi sulle tele sagomate, dall’esordio di "Superficie Nera" sino alla produzione di rilievi su alluminio. Nato a Castelmassa in provincia di Rovigo, nel 1930, Enrico Castellani si trasferisce in Belgio dove frequenta i corsi di pittura e scultura alla Academie Royale des Beaux-Arts. Segue, allo stesso tempo, le lezioni di architettura alla Ecole Nationale Superieure, dove si laurea nel 1956. Dopo la laurea, torna in Italia e si trasferisce a Milano. Il suo primo, rilevante passo, lo compie con Piero Manzoni e Vincenzo Agnetti, fondando la rivista "Azimuth" che promuove la sperimentazione artistica lontana dai canoni della pittura tradizionale. Nello stesso anno, chiarisce la sua posizione stilistica ed il suo talento per i monocromi con l’esposizione di "superficie Nera", primo quadro ottenuto con introflessioni ed estroflessioni del tessuto, in cui un apparato di chiodi che esercita pressione sulla tela elabora una struttura: la tela, in questo esercizio, abbandona la sua uniformità e si altera in un rilievo discontinuo. Sarà, negli anni a seguire, il nucleo della sua ricerca formale ed interiore. Nel 1960 presenta alcuni lavori monocromi a rilievo nell’ambito della mostra "La nuova concezione artistica", presso la Galleria Azimuth e nel 1964 partecipa alla Biennale di Venezia, dove ottiene una sala personale. Nel ’68 è a Documenta 4, a Kassel. Lo stesso anno, è protagonista della contestazione alla Triennale Milanese e alla Biennale di Venezia. Negli anni ’70 e ’80 lavora ai rilievi utilizzando l’alluminio, per proseguire la sua sofisticata indagine sulle relazioni spazio-luce, e forma. |
![]() ![]() ![]() ![]() |
|||
![]() |
![]() |