Lucio Amelio, singolare gallerista napoletano (Portici 1930 Napoli 1994), apre la sua galleria nel 1965 con una serie di mostre di giovani artisti italiani e stranieri, fino ad esporre, dagli anni Settanta in avanti, grandi artisti europei ed americani come Beuys e Warhol. Unavventura ripercorsa nel catalogo edito da Skirà. A seguito del terremoto che colpisce Napoli e la Campania, Amelio con felice intuizione invita gli artisti più rappresentavi delle avanguardie internazionali a realizzare unopera capace di rappresentare la volontà ricostruttiva dellarte contro la furia distruttrice della natura. Il titolo è Terrae Motus che si tiene nella Villa Campolieto di Ercolano in due edizioni per poi approdare nella sua completezza al Grand Palais di Parigi e alla Biennale di Venezia del 93. In mostra sono presenti tutti i linguaggi espressivi con opere di artisti del calibro di Beuys, Warhol, Rauschemberg, Towbly, Paladino, Cucchi, Kounellis, Fabro, Paolini, Pistoletto. La collezione ora è esposta in permanenza alla Reggia di Caserta, restaurata e selezionata nellambito del progetto Annali delle Arti ideato e diretto da Achille Bonito Oliva e curato da Edoardo Cycelin. La Reggia ospita anche la personale di uno dei protagonisti di Terrae Motus, Mimmo Paladino, a cura di Rudi Fuchs.