S’intitola
"Catastrofi
minime" la collettiva
di noti artisti
internazionali in corso al
MAN, l’attivo Museo di
arte contemporanea di Nuoro.
Catastrofe come punto di
rottura, di svolta, di
crisi, catena di eventi
incontrollati o loro
inarrestabile inizio.
Tale
fenomeno peraltro, negli
intenti dei curatori
(Fernando Castro Florez,
Saretto Cincinelli,
Cristiana Collu), è da
intendere non solo come
racconto cupo, negativo, di
mutazioni tragiche, ma anche
come evento ironico, burla,
fatalità. Come dire che
alle "catastrofi"
del tempo reale fanno da
contrappunto le catastrofi
dell’arte, l’uso di
linguaggi che seminano
anch’essi incidenti della
visione, disastri di
significati. Con la loro
forza di novità, di
provocazione, di dubbio. Sono
dunque "catastrofi
minime" perché il
campo privilegiato dagli
artisti non è tanto quello
della storia, i grandi
eventi come l’11
settembre, ma quello della
cronaca quotidiana e
individuale, con le sue
avventure. Un panorama
articolato e complesso,
quale si evince scorrendo la
lista dei 43 autori: nomi
storici come Burri, Fontana,
Baldessari; Boltansky;
Smithson; protagonisti della
nuova scena come Gordon
Matta-Clark, Mike Kelly,
Chen Zen, Massimo Bartolini;
artisti emergenti come Loris
Cecchini, Sarah Ciracì,
Adrian Paci, Erwin Wurm.