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Fontanesi Antonio e i paesaggisti dell'ottocento

L'ultimo appuntamento pubblico con Antonio Fontanesi risale soltanto a un anno fa, alla Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino. La mostra emiliana, allestita nelle suggestive sale dei Chiostri di San Domenico, ha però un taglio particolare. L'indicazione nel titolo di due date specifiche ne spiega infatti il significato e le intenzioni. Il 1861 è l'anno in cui si tiene a Firenze la I Esposizione Nazionale italiana ed il 1880 quello della IV edizione della stessa manifestazione a Torino. Attraverso un percorso espositivo che presenta circa 70 opere tra i quadri di Fontanesi e quelli dei maggiori paesaggisti di fine Ottocento, la mostra intende evidenziare l'influenza della pittura di Fontanesi sulla produzione artistica italiana di quel ventennio. Sono anni in cui la politica, dopo la recente conquista dell'unificazione, mira anche al consolidamento della sfera culturale: la figura di Fontanesi, come emerge dalle opere esposte nella prima sala, viene contrapposta tanto ai "progressisti" (Macchiaioli e Napoletani) che ai "tradizionalisti" (fautori dell'esigenza descrittiva nella riproduzione del vero). La seconda sala è dedicata alle Promotrici degli anni Sessanta, cioè le mostre locali che costituiscono per gli artisti irrinunciabili occasioni di confronto, nelle quali Fontanesi spicca per la propria originalità. Nella terza sala rivive l'atmosfera dell'Esposizione di Parma del 1870 anche se l'opera presentata da Fontanesi per l'occasione, non più esistente, è stata trasformata dallo stesso autore nella celebre tela "Aprile", esposta a Vienna nel 1873. La quarta sala infine, raccoglie i quadri sulla pittura di paesaggio degli anni Ottanta (Mosè Bianchi, Filippo Carcano, nonché gli allievi di Fontanesi all'Accademia come Marco Calderini, Vittorio Avondo e Filiberto Petiti). Tra i dipinti scelti, tutti importanti per dimensioni e soggetti, sono presenti opere fondamentali della pittura italiana di fine Ottocento: "Le nubi" e "Aprile" di Antonio Fontanesi, "Donne che imbarcano legna ad Anzio" di Giovanni Costa, "La traversata dell'Appennino" di Giuseppe De Nittis e "L'episodio della campagna contro il brigantaggio nel 1863" di Giovanni Fattori. Nell'accostamento di tante personalità si annida l'essenza più profonda di questa mostra perché molti aspetti del rapporto fra l'artista reggiano e le personalità artistiche a lui contemporanee non appaiono ancora completamente indagati. Nei due decenni considerati la pittura di Antonio Fontanesi, sebbene rigorosa nei confronti dell'osservazione del dato fenomenico, non può essere etichettata in precisi schieramenti: si afferma in quegli anni un vero e proprio "caso Fontanesi", dovuto alle forti convinzioni di stile e di poetica dell'artista e all'ostinazione nel perseguire la propria ispirazione anche contro l'ostilità della critica.

Immagine tratta dalla mostra

Fontanesi Antonio e i paesaggisti dell'ottocento

"Antonio Fontanesi e la pittura
di paesaggio in Italia 1861-1880"
Reggio Emilia
Chiostri di San Domenico
Via Dante Alighieri, 1
Catalogo a cura di
Elisabetta Farioli
e Claudio Poppi
Federico Motta Editore
Milano 1999


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