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Renato Guttuso. Capolavori e opere scelte ('30-'80)

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Renato Guttuso. Capolavori e opere scelte (1930-1980)

La mostra, realizzata nella città di Arona, permette di ricostruire, grazie ai prestiti dei collezionisti lombardi e piemontesi, il rapporto che lega il grande pittore di Bagheria alla città di Milano, e al nord d'Italia in generale. Dopo la formazione e l'apprendistato siciliano, di cui ricorrono i tratti e le atmosfere nell'intera opera di Guttuso, il pittore realizza diversi soggiorni a Milano, a partire dalla seconda metà degli anni Trenta. In questo periodo stringe rapporti molto stretti con gli artisti e gli intellettuali milanesi e con la città stessa, nella quale passava buona parte dell'anno, nonostante risiedesse a Roma. Ed è proprio a Milano, negli anni della miseria, che Guttuso sviluppa il suo forte senso sociale, superando una visione genericamente socialista e approdando ad un'interpretazione strettamente marxista della realtà. In questo intenso periodo l'artista ha la possibilità di conquistare in ambito lombardo un numero crescente di estimatori, i quali possono apprezzare le sue opere nelle personali, in particolare quelle allestite nella Galleria del Milione a Milano. 
Dalle sue prime scandalose apparizioni, al Premio Bergamo del 1940 con "Fuga dall'Etna" e nel 1942 con "Crocefissione", l'ammirazione del pubblico milanese va via via crescendo. La mostra, proprio in quanto raccolta delle opere degli estimatori della zona, non segue un criterio ragionato, una tematica comune, ma permette di conoscere un Guttuso diverso, non solo legato alle "grandi opere", ma rappresentato da tante opere minori nella sua quotidianità di artista. L'esposizione dunque mette in luce tutta l'esperienza di Renato Guttuso, dal suo intimo rapporto con gli oggetti della quotidianeità fino alla celebrazione dei grandi ideali e valori della storia e del mondo, proponendo una ricchissima varietà di lavori. Una mostra completa dunque, che ripercorre tutte le varie trasformazioni linguistiche e pittoriche adottate dall'artista, tutte le influenze da lui assorbite nel corso degli anni, tutte le esigenze espressive a cui ha voluto dare risposta attraverso la sua pittura.
Tra le opere in mostra l'epica "Scene mitologiche" del 1937, nella quale emerge tutta l'influenza dell'ambiente culturale romano, in particolare di Cagli. Con l'azzurro tipico della mediterraneità utilizzato in questa opera, infatti, Guttuso rende omaggio alla ricerca di primordialità ricorrente nella scena capitolina di quel periodo. Altra opera in mostra è "Portella della Ginestra"(1957), raffigurante il famoso massacro dei braccianti avvenuto il 1 maggio. In questo dipinto è fortissimo il riferimento alla struttura del "Guernica" di Picasso. Una struttura centrica, un groviglio di corpi, animali, carretti incastrati dalla disperazione, intervallato da singoli e quasi intimi particolari: una vecchia che accarezza un uomo disteso a terra, il corpo di una donna sorretto in una metaforica "pietà" da un giovane, le braccia allargate di un uomo che esprimono tutta la violenza del dolore.
Fondamentale in Guttuso è l'intimo rapporto con la natura, qui testimoniato da tele come "Aranceto" del 1957: i frutti e le foglie creano un luminoso intreccio che rimane in primo piano, quasi sospeso.
Tra gli altri quadri esposti non possono non essere citati il "Ritratto di Giacomo Manzù"(1963), il "Portacenere" (1962), nonché le numerose nature morte.


"Guttuso. Capolavori e opere scelte nelle collezioni piemontesi e lombarde"
Città di Arona - Villa Ponti
8 luglio - 29 ottobre 2000
catalogo a cura di Carlo Occhipinti

dx1.jpg (14610 byte)dx3.jpg (17706 byte)dx.jpg (16917 byte)dx5.jpg (16419 byte)dx4.jpg (14440 byte)dx1.jpg (14610 byte)
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Capolavori e opere scelte ('30-'80)

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Renato Guttuso. Capolavori e opere scelte (1930-1980)

La mostra, realizzata nella città di Arona, permette di ricostruire, grazie ai prestiti dei collezionisti lombardi e piemontesi, il rapporto che lega il grande pittore di Bagheria alla città di Milano, e al nord d'Italia in generale. Dopo la formazione e l'apprendistato siciliano, di cui ricorrono i tratti e le atmosfere nell'intera opera di Guttuso, il pittore realizza diversi soggiorni a Milano, a partire dalla seconda metà degli anni Trenta. In questo periodo stringe rapporti molto stretti con gli artisti e gli intellettuali milanesi e con la città stessa, nella quale passava buona parte dell'anno, nonostante risiedesse a Roma. Ed è proprio a Milano, negli anni della miseria, che Guttuso sviluppa il suo forte senso sociale, superando una visione genericamente socialista e approdando ad un'interpretazione strettamente marxista della realtà. In questo intenso periodo l'artista ha la possibilità di conquistare in ambito lombardo un numero crescente di estimatori, i quali possono apprezzare le sue opere nelle personali, in particolare quelle allestite nella Galleria del Milione a Milano. 
Dalle sue prime scandalose apparizioni, al Premio Bergamo del 1940 con "Fuga dall'Etna" e nel 1942 con "Crocefissione", l'ammirazione del pubblico milanese va via via crescendo. La mostra, proprio in quanto raccolta delle opere degli estimatori della zona, non segue un criterio ragionato, una tematica comune, ma permette di conoscere un Guttuso diverso, non solo legato alle "grandi opere", ma rappresentato da tante opere minori nella sua quotidianità di artista. L'esposizione dunque mette in luce tutta l'esperienza di Renato Guttuso, dal suo intimo rapporto con gli oggetti della quotidianeità fino alla celebrazione dei grandi ideali e valori della storia e del mondo, proponendo una ricchissima varietà di lavori. Una mostra completa dunque, che ripercorre tutte le varie trasformazioni linguistiche e pittoriche adottate dall'artista, tutte le influenze da lui assorbite nel corso degli anni, tutte le esigenze espressive a cui ha voluto dare risposta attraverso la sua pittura.
Tra le opere in mostra l'epica "Scene mitologiche" del 1937, nella quale emerge tutta l'influenza dell'ambiente culturale romano, in particolare di Cagli. Con l'azzurro tipico della mediterraneità utilizzato in questa opera, infatti, Guttuso rende omaggio alla ricerca di primordialità ricorrente nella scena capitolina di quel periodo. Altra opera in mostra è "Portella della Ginestra"(1957), raffigurante il famoso massacro dei braccianti avvenuto il 1 maggio. In questo dipinto è fortissimo il riferimento alla struttura del "Guernica" di Picasso. Una struttura centrica, un groviglio di corpi, animali, carretti incastrati dalla disperazione, intervallato da singoli e quasi intimi particolari: una vecchia che accarezza un uomo disteso a terra, il corpo di una donna sorretto in una metaforica "pietà" da un giovane, le braccia allargate di un uomo che esprimono tutta la violenza del dolore.
Fondamentale in Guttuso è l'intimo rapporto con la natura, qui testimoniato da tele come "Aranceto" del 1957: i frutti e le foglie creano un luminoso intreccio che rimane in primo piano, quasi sospeso.
Tra gli altri quadri esposti non possono non essere citati il "Ritratto di Giacomo Manzù"(1963), il "Portacenere" (1962), nonché le numerose nature morte.


"Guttuso. Capolavori e opere scelte nelle collezioni piemontesi e lombarde"
Città di Arona - Villa Ponti
8 luglio - 29 ottobre 2000
catalogo a cura di Carlo Occhipinti

dx1.jpg (14610 byte)dx3.jpg (17706 byte)dx.jpg (16917 byte)dx5.jpg (16419 byte)dx4.jpg (14440 byte)dx1.jpg (14610 byte)
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