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Biografia di Giuseppe
Bertolucci
Nasce a
Parma il 27 febbraio 1947, figlio del poeta Attilio e
fratello minore del regista Bernardo. Con quest’ultimo,
collabora in qualità di aiuto per "La strategia
del ragno" (1970); poco dopo, debutta dietro la
macchina da presa con il mediometraggio "I poveri
muoiono prima" (1971), seguito dal film per la Tv
"Andare e venire" (1972). Poco dopo, collabora
alla sceneggiatura di "Novecento" (1976) del
fratello Bernardo; sul set del film, gira il
documentario didattico "AB Cinema".
Il 1977
vede il suo esordio nel lungometraggio cinematografico
con "Berlinguer, ti voglio bene" (1977),
trasposizione filmica dello spettacolo di Roberto
Benigni incentrato sul personaggio di Cioni Mario.
Nel ‘79,
Bertolucci firma con "Oggetti smarriti" una
pellicola di assoluta originalità nell’ambito del
nostro panorama cinematografico: vi si racconta degli
incontri che si susseguono, alla Stazione centrale di
Milano, nella giornata ivi trascorsa da una borghese in
crisi con un bizzarro amico.
Dopo un
film-inchiesta commissionato dal PCI, "Panni
sporchi" (1980), ed un nuovo lavoro per la
televisione, il Nostro torna al cinema con "Segreti
segreti" (1984): scritto assieme a Vincenzo
Cerami,
interpretato da uno stuolo di bravissime attrici (su
tutte, Lina Sastri, Giulia Boschi e Stefania
Sandrelli),
il film narra una vicenda di terrorismo che fornisce il
destro per una serie di splendidi ritratti femminili.
Dopo
"TuttoBenigni dal vivo" (1986), sfilata di
esibizioni del comico toscano, Bertolucci incespica nel
manierato "Strana la vita" (1987), dall’omonimo
romanzo di Giovanni Pascutto; né risolleva le sue sorti
con "I cammelli" (1988), tentativo mal
riuscito e sbrindellato di road-movie autarchico.
Meglio
vanno le cose con "Amori in corso" (1989),
dove ancora una volta il cineasta parmense si dimostra
assai versato nell’indagare l’animo muliebre; ma
"Troppo sole" (1994), schidionata di figure
schizzate da Sabina Guzzanti, delude nuovamente. Infine,
"Il dolce rumore della vita" (1999) è un
melodramma atipico e poetizzante, ben recitato dalla
duttile Francesca Neri. Il suo ultimo lavoro
"L'amore probabilmente", film girato in digitale con un entusiasmo da neofita,
s’incaglia nelle secche d’un intellettualismo di maniera,
descrivendo le avventure amorose di una giovane attrice.
F.T.
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Giuseppe
Bertolucci
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