Homepage di Italica: Italiano   Rai International

Feed RSS

Newsletter

Scrivici

Informazioni

Mappa del sito

Argomenti

L'ultimo bacio

Indice
Cast tecnico artistico

include_menu

 

Intervista a Gabriele Muccino

Il film racconta la tua vita e quella della tua generazione?

In realtà è un film che tratta in maniera trasversale la difficoltà di crescere, di invecchiare, di vedere il tempo che sfugge sapendo di non poterlo recuperare. Ma "L'ultimo bacio" è anche una storia sulla difficoltà di amare, di accettare la normalità senza dover assecondare la continua ricerca di qualcosa di nuovo. L'ho girato da un punta di vista maschile, un po' perché è quello che conosco meglio, un po' perché ho voluto sottolineare i differenti obbiettivi di uomini e donne nella stessa fascia di età, i trent'anni. Le donne sono più avanti, hanno deciso che vogliono essere madri, crearsi un nucleo familiare. Gli uomini ancora ne sono impauriti. Ma a spingerli verso queste direzioni è lo stesso desiderio, quello di sentirsi vivi.

Questo è un film pieno di personaggi. Qual'è quello che senti più vicino?

Ammetto di non aver pensato quasi mai a me stesso mentre delineavo i loro profili; in realtà io sono un po' tutti i personaggi, o lo sono stato in passato. E' tutto il film a corrispondermi perché racconta un universo che mi ha accompagnato in questi anni. 

Quanto ti è costato scriverlo, emotivamente parlando?

Scrivere il soggetto è stato molto difficile. Ho impiegato sei mesi a creare le storie, metterle vicine, farle crescere insieme in modo armonioso. Con i dialoghi è stata tutta un'altra cosa, in quei momenti divento istintivo ed il lavoro scorre più facilmente. Il resto della lavorazione è venuto fuori dalla pancia, spontaneamente. Devo emozionarmi ad ogni scena che giro per riuscire ad arrivare a quella successiva. 

Come mai hai deciso di non parlare solo dei giovani?

La verità è che in un primo momento non volevo parlare dei giovani. Osservavo mia madre cinquantenne e pensavo che avrei voluto indagare proprio quell'universo, la vulnerabilità tipica di questa età di passaggio. Poi mi sono reso conto che non avrebbe retto un film solo su questo e allora ho pensato ad una storia che accostasse tre età della vita, tre modi, differenti, di vivere l'amore. Senza dubbio ho finito per dare più spazio ai trentenni, al disincanto, privo di appigli politici, sostanzialmente più egocentrico di coloro che ci hanno preceduto. 

"L'ultimo bacio" di Gabriele Muccino

L'ultimo bacio

Altri approfondimenti

Biografia di Gabriele Muccino

Biografia di Carmen Consoli

Filmografia

Ricordati di me

logorai.gif (2283 byte)
 
Radio
Diario di bordo
Argomenti
Multimedia
Archivio

 

Intervista a Gabriele Muccino

Il film racconta la tua vita e quella della tua generazione?

In realtà è un film che tratta in maniera trasversale la difficoltà di crescere, di invecchiare, di vedere il tempo che sfugge sapendo di non poterlo recuperare. Ma "L'ultimo bacio" è anche una storia sulla difficoltà di amare, di accettare la normalità senza dover assecondare la continua ricerca di qualcosa di nuovo. L'ho girato da un punta di vista maschile, un po' perché è quello che conosco meglio, un po' perché ho voluto sottolineare i differenti obbiettivi di uomini e donne nella stessa fascia di età, i trent'anni. Le donne sono più avanti, hanno deciso che vogliono essere madri, crearsi un nucleo familiare. Gli uomini ancora ne sono impauriti. Ma a spingerli verso queste direzioni è lo stesso desiderio, quello di sentirsi vivi.

Questo è un film pieno di personaggi. Qual'è quello che senti più vicino?

Ammetto di non aver pensato quasi mai a me stesso mentre delineavo i loro profili; in realtà io sono un po' tutti i personaggi, o lo sono stato in passato. E' tutto il film a corrispondermi perché racconta un universo che mi ha accompagnato in questi anni. 

Quanto ti è costato scriverlo, emotivamente parlando?

Scrivere il soggetto è stato molto difficile. Ho impiegato sei mesi a creare le storie, metterle vicine, farle crescere insieme in modo armonioso. Con i dialoghi è stata tutta un'altra cosa, in quei momenti divento istintivo ed il lavoro scorre più facilmente. Il resto della lavorazione è venuto fuori dalla pancia, spontaneamente. Devo emozionarmi ad ogni scena che giro per riuscire ad arrivare a quella successiva. 

Come mai hai deciso di non parlare solo dei giovani?

La verità è che in un primo momento non volevo parlare dei giovani. Osservavo mia madre cinquantenne e pensavo che avrei voluto indagare proprio quell'universo, la vulnerabilità tipica di questa età di passaggio. Poi mi sono reso conto che non avrebbe retto un film solo su questo e allora ho pensato ad una storia che accostasse tre età della vita, tre modi, differenti, di vivere l'amore. Senza dubbio ho finito per dare più spazio ai trentenni, al disincanto, privo di appigli politici, sostanzialmente più egocentrico di coloro che ci hanno preceduto. 

"L'ultimo bacio" di Gabriele Muccino

L'ultimo bacio

Altri approfondimenti

Biografia di Gabriele Muccino

Biografia di Carmen Consoli

Filmografia

Ricordati di me

logorai.gif (2283 byte)
 

Italica è una produzione Rai International. I materiali raccolti in questo sito sono protetti da copyright e sono presenti esclusivamente per motivi didattici