Homepage di Italica: Italiano   Rai International

Feed RSS

Newsletter

Scrivici

Informazioni

Mappa del sito

Argomenti

Romanzi sconvenienti
di Francesco Tullio Altan

include_menu

 

Romanzi sconvenienti

"L’universo di Altan è pieno di foruncoli e di bitorzoli. E’ come la pelle di un pianeta visto da non troppo lontano, oltre quella distanza che ce lo farebbe apparire aggraziato", scrive Nico Orengo nell’introduzione al volume "Romanzi sconvenienti" (Bompiani, pp.314, L.42.000), ove sono raccolte quattro lunghe storie a fumetti firmate da un maestro del genere, Francesco Tullio Altan.
Trevigiano, 57 anni, vignettista per "L’Espresso" e "La Repubblica", egli non pratica la via di mezzo della striscia: predilige la vicenda autoconclusiva, oppure il racconto lungo.
Nella prima, pur non in termini direttamente politici (certo, mai nella maniera deteriore e qualunquista d’un Forattini), intesse anno dopo anno un impagabile ritratto dell’Italia contemporanea, da Molière dei nostri giorni che descrive e perciò stesso aggredisce menzogne, abusi, devastanti tic della nostra classe dirigente (e, talvolta, del cosiddetto "popolo della sinistra").
Nella seconda, della quale qui ci occupiamo, sceglie scenari sovente esotici o lontani nel tempo (l’Africa nera degli ex-possedimenti coloniali britannici, anno di grazia 1939, in "Ada"; l’Oriente misterioso, visto da un intellettuale di Yale in servizio a Saigon nel ‘74, in "Macao") e li popola di individui dal normale cinismo, segnati nel corpo o nel viso da una deformità fisica, macroscopicamente privi d’ogni tipo d’etica.
Personaggi da "truogolo", direbbe lui; avidi, traditori, perpetratori di qualsivoglia bassezza per il proprio tornaconto personale, incapaci persin di concepire una qualche forma di riscatto. Non c’è pietà, nell’universo di Altan; non esistono isole felici od oasi che possano far da rifugio (nemmeno la cultura, sbeffeggiata con ferocia in "Ada" nella figura di Maria, istitutrice saffica e grottescamente perbenista) per un’umanità che ha ormai smarrito se medesima.
Ma se "Il secondo millennio è andato in prescrizione. Si ricomincia daccapo", come c’informava a suo tempo dalla copertina di "Linus" la solita matrona delegata dal Nostro alle comunicazioni alla nazione, nulla vieta d’auspicare che il nuovo inizio possa risultar migliore della vecchia fine: probabilmente una simile speranza la condivide pure il caustico inventore di tanti lapidari assiomi, ché dietro un così sofferto cinismo è dato intravedere la pena lontana d’un moralista disilluso.

F.T.

"Romanzi sconvenienti"di Marco Tullio Altan

Francesco Tullio Altan
Romanzi sconvenienti
Bompiani
1999
Pagine 314
Euro 22,00

Altri approfondimenti

Biografia di Altan

logorai.gif (2283 byte)
 
bgcolor="#004182" height="182">

Argomenti

Romanzi sconvenienti
di Francesco Tullio Altan

 

Romanzi sconvenienti

"L’universo di Altan è pieno di foruncoli e di bitorzoli. E’ come la pelle di un pianeta visto da non troppo lontano, oltre quella distanza che ce lo farebbe apparire aggraziato", scrive Nico Orengo nell’introduzione al volume "Romanzi sconvenienti" (Bompiani, pp.314, L.42.000), ove sono raccolte quattro lunghe storie a fumetti firmate da un maestro del genere, Francesco Tullio Altan.
Trevigiano, 57 anni, vignettista per "L’Espresso" e "La Repubblica", egli non pratica la via di mezzo della striscia: predilige la vicenda autoconclusiva, oppure il racconto lungo.
Nella prima, pur non in termini direttamente politici (certo, mai nella maniera deteriore e qualunquista d’un Forattini), intesse anno dopo anno un impagabile ritratto dell’Italia contemporanea, da Molière dei nostri giorni che descrive e perciò stesso aggredisce menzogne, abusi, devastanti tic della nostra classe dirigente (e, talvolta, del cosiddetto "popolo della sinistra").
Nella seconda, della quale qui ci occupiamo, sceglie scenari sovente esotici o lontani nel tempo (l’Africa nera degli ex-possedimenti coloniali britannici, anno di grazia 1939, in "Ada"; l’Oriente misterioso, visto da un intellettuale di Yale in servizio a Saigon nel ‘74, in "Macao") e li popola di individui dal normale cinismo, segnati nel corpo o nel viso da una deformità fisica, macroscopicamente privi d’ogni tipo d’etica.
Personaggi da "truogolo", direbbe lui; avidi, traditori, perpetratori di qualsivoglia bassezza per il proprio tornaconto personale, incapaci persin di concepire una qualche forma di riscatto. Non c’è pietà, nell’universo di Altan; non esistono isole felici od oasi che possano far da rifugio (nemmeno la cultura, sbeffeggiata con ferocia in "Ada" nella figura di Maria, istitutrice saffica e grottescamente perbenista) per un’umanità che ha ormai smarrito se medesima.
Ma se "Il secondo millennio è andato in prescrizione. Si ricomincia daccapo", come c’informava a suo tempo dalla copertina di "Linus" la solita matrona delegata dal Nostro alle comunicazioni alla nazione, nulla vieta d’auspicare che il nuovo inizio possa risultar migliore della vecchia fine: probabilmente una simile speranza la condivide pure il caustico inventore di tanti lapidari assiomi, ché dietro un così sofferto cinismo è dato intravedere la pena lontana d’un moralista disilluso.

F.T.

"Romanzi sconvenienti"di Marco Tullio Altan

Francesco Tullio Altan
Romanzi sconvenienti
Bompiani
1999
Pagine 314
Euro 22,00

Altri approfondimenti

Biografia di Altan

logorai.gif (2283 byte)
 

Italica è una produzione Rai International. I materiali raccolti in questo sito sono protetti da copyright e sono presenti esclusivamente per motivi didattici