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Argomenti
Vita scandalosa di
Giuseppe Berto
di Dario Biagi
Biografia di Berto
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Le angosce d'un anarchico di destra
"Nipotino tormentato
di DAnnunzio, Berto è stato il più grande contestatore e, probabilmente, la più
grande vittima dellestablishment letterario in questo dopoguerra": è la tesi
esplicitamente avanzata dal giornalista Dario Biagi nella premessa al suo bel libro
"Vita scandalosa di Giuseppe Berto" (Bollati Boringhieri, pp.272, L.30.000),
dove viene ripercorso liter artistico ed esistenziale duno scrittore tanto
dotato quanto pervicacemente non allineato, che pagò questa sua diversità con
lemarginazione dai salotti buoni della letteratura dellepoca. Dopo il
folgorante esordio nel romanzo de "Il cielo è rosso" (1947), ove il
protagonista simmola in guisa cristologica per scontare lorribilità della
guerra, Berto si allontana dal grande successo di pubblico e si dedica con qualche
ritrosia al mestiere di sceneggiatore, praticato al solo fine di sbarcare il lunario.
Collabora, in codesta veste, con molti intellettuali dellepoca tra cui Alberto
Moravia, che non lo stimò e con il quale egli ebbe un memorabile scontro nel 62 in
occasione della consegna del premio Formentor ad una giovanissima Dacia Maraini, con tanto
di corollario giudiziario: sono, questi, gli episodi che lo costringono ai margini degli
ambienti radicali allora vincenti nellambito delle lettere e ad un sofferto ruolo di
paria scontento.
A seguito duna penosa fase di depressione, iniziata nel 1954 e segnata da una lunga
terapia psicanalitica, egli torna alla ribalta dieci anni più tardi con "Il male
oscuro", romanzo sperimentale debitore della scrittura joyciana eppur personale ed
originalissimo nella struttura: i critici lo stroncano, ma esso vince nello stesso anno i
premi Viareggio e Campiello, è esaltato alla radio da Carlo Emilio Gadda e salutato dalla
prestigiosa "New York Review of Books" come unico libro di avanguardia italiano.
I testi successivi sapranno di maniera, a scorno del suo ritorno alla ribalta con il
lacrimogeno "Anonimo veneziano" (1971), più noto nella versione in celluloide
diretta da Enrico Maria Salerno; nel febbraio del 78, lo scrittore per il quale
Hemingway dichiarò pubblicamente - nel 58, intervistato da Montale a Venezia - la
sua stima, si spegne a Roma: nellindifferenza generale, dimenticato da tutti.
F.T.
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Dario
Biagi
Vita scandalosa di Giuseppe Berto
Bollati Boringhieri
1999
Pagine 272
Euro 15,49
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