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La storia del libro che s'intreccia con quella del suo autore Ogni libro ha una sua
storia che spesso si intreccia indissolubilmente con quella del suo autore, riflettendone
vicende e accadimenti. E il caso delle "Poesie" di Tommaso Campanella
(Stilo, Reggio Calabria 1568 - Parigi 1639), che il filosofo compose per la maggior parte
nelle carceri napoletane, dove rimase rinchiuso per circa ventisette anni, per la congiura
di Calabria e da dove uscirono fortunosamente per essere custodite da amici fidati. Frate
domenicano, ammiratore delle dottrine di Bernardino Telesio e insofferente
allaristotelismo dogmatico, esplorò senza remore lo scibile del suo tempo. I rigori
dellinquisizione si accaniro sui suoi scritti e sulla sua persona. Sfuggì alla
condanna a morte simulando la pazzia, senza cedere alle torture che tendevano a
smascherarlo. In carcere scrisse molto: fra laltro, le poesie, la "Città del
Sole" e "LApologia pro Galileo", nonché opere poderose come la
"Metafisica" e la "Teologia". Sempre ricomponendo e rielaborando gli
scritti che gli venivano sequestrati. Le persecuzioni non cessarono neppure quando fu
scarceratro e riabilitato. |
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