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di Matteo Borsani e Luca  Maciacchini

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Le opere di De André

a cura di Marisa Del Monte

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Anima salva. Le canzoni di Fabrizio De André

Anni di lavoro, di ricerca attenta e sapiente di ogni nota, suono e parola: così Mauro Pagani, nell'introduzione al libro, descrive la carriera artistica dell'amico Fabrizio, con cui ebbe la fortuna di scrivere e suonare insieme.  Grande poeta e acuto commentatore della realtà, De André parla nelle sue ballate di anime belle e disperate, toccate dalla vita e dal dolore. Quante storie raccontate nelle sue canzoni da cui ogni volta emergono forti i temi a lui cari della protesta, dell'amore, della morte ingiusta. Ecco dunque, in queste pagine, una carrellata della sua produzione discografica.
Si parte con "Tutto Fabrizio De André" (1966), una sfilata di canzoni sul tema della guerra come "La Ballata dell'eroe", "Fila la lana" e "La Ballata del Michè". Degli stessi anni è "La canzone di Marinella", primo esempio di trasposizione di un fatto di cronaca in chiave fiabesca.
Segue il long playing "Nuvole barocche" del 1969, con la canzone di stampo innovativo "Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers", un divertente ritratto del re scoperto in una tresca con una prostituta. In "Volume 1" ancora una volta i protagonisti sono i poveri, i vinti, gli emarginati come in "Bocca di rosa" e "Via del campo".
In "Tutti morimmo a stento" (album del 1968) indaga la parte nascosta della mente umana con tutta la sua fragilità: "Cantico dei drogati" e "La ballata degli impiccati" ne sono un esempio. Del 1969 è il 45 giri "Il pescatore", manifesto per i personaggi "fuori". Nel 1970 esce l'album "La buona novella", dedicato alla materia religiosa. "Volume 8", scritto in buona parte con Francesco De Gregori, è uno dei primi esempi di collaborazione tra cantautori in Italia; così anche "Rimini", nato insieme a Massimo Bubola. Passiamo velocemente, saltando alcuni album, al 1984 con "Creuza de mä", disco dalle sonorità mediterranee, definito da molti critici l'album italiano più bello degli anni '80. Quest'ultimo e "Le nuvole" sono scritti a quattro mani con Mauro Pagani.
Nel 1996 esce "Anime salve", concepito con Ivano Fossati. E' il disco della solitudine, degli "spiriti solitari", degli emarginati della società come gli zingari di "Khorakhanè", le vittime di mafia di "Disamistade", le mogli sfruttate di "A cùmba", gli innamorati di "Dolcenera". Il libro si chiude con "De André in concerto" (1999): riepilogo della tournée di "Anime salve" vissuta insieme da tutta la famiglia De André: Fabrizio, il figlio Cristiano, la figlia Luvi e la moglie Dori Ghezzi.

Matteo Borsani e Luca Maciacchini
Anima salva. Le canzoni di Fabrizio De André
Mantova,
Tre lune, 177 pp.

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Anima salva. Le canzoni di Fabrizio De André

Anni di lavoro, di ricerca attenta e sapiente di ogni nota, suono e parola: così Mauro Pagani, nell'introduzione al libro, descrive la carriera artistica dell'amico Fabrizio, con cui ebbe la fortuna di scrivere e suonare insieme.  Grande poeta e acuto commentatore della realtà, De André parla nelle sue ballate di anime belle e disperate, toccate dalla vita e dal dolore. Quante storie raccontate nelle sue canzoni da cui ogni volta emergono forti i temi a lui cari della protesta, dell'amore, della morte ingiusta. Ecco dunque, in queste pagine, una carrellata della sua produzione discografica.
Si parte con "Tutto Fabrizio De André" (1966), una sfilata di canzoni sul tema della guerra come "La Ballata dell'eroe", "Fila la lana" e "La Ballata del Michè". Degli stessi anni è "La canzone di Marinella", primo esempio di trasposizione di un fatto di cronaca in chiave fiabesca.
Segue il long playing "Nuvole barocche" del 1969, con la canzone di stampo innovativo "Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers", un divertente ritratto del re scoperto in una tresca con una prostituta. In "Volume 1" ancora una volta i protagonisti sono i poveri, i vinti, gli emarginati come in "Bocca di rosa" e "Via del campo".
In "Tutti morimmo a stento" (album del 1968) indaga la parte nascosta della mente umana con tutta la sua fragilità: "Cantico dei drogati" e "La ballata degli impiccati" ne sono un esempio. Del 1969 è il 45 giri "Il pescatore", manifesto per i personaggi "fuori". Nel 1970 esce l'album "La buona novella", dedicato alla materia religiosa. "Volume 8", scritto in buona parte con Francesco De Gregori, è uno dei primi esempi di collaborazione tra cantautori in Italia; così anche "Rimini", nato insieme a Massimo Bubola. Passiamo velocemente, saltando alcuni album, al 1984 con "Creuza de mä", disco dalle sonorità mediterranee, definito da molti critici l'album italiano più bello degli anni '80. Quest'ultimo e "Le nuvole" sono scritti a quattro mani con Mauro Pagani.
Nel 1996 esce "Anime salve", concepito con Ivano Fossati. E' il disco della solitudine, degli "spiriti solitari", degli emarginati della società come gli zingari di "Khorakhanè", le vittime di mafia di "Disamistade", le mogli sfruttate di "A cùmba", gli innamorati di "Dolcenera". Il libro si chiude con "De André in concerto" (1999): riepilogo della tournée di "Anime salve" vissuta insieme da tutta la famiglia De André: Fabrizio, il figlio Cristiano, la figlia Luvi e la moglie Dori Ghezzi.

Matteo Borsani e Luca Maciacchini
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