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Mario Luzi L'opera poetica
Postille: Tra
quattro mura
«Oh il vostro cristianesimo» gli dico.
«O crepato trabocca in tutto l'altro, sia pure il deserto,
oppure è un fiumicello da nulla
che stagna fra gli orti sotto casa e li ammorba.»
Subito in un risucchio della mente
riascolto come da un disco
crudele quelle parole nette,
ancora mie eppure già lontane dall'intento,
là nella parte amorfa del pensiero che aspetta un'esca.
Non so se il mio disagio gli è visibile,
deglutisce un sorriso inespresso e si fa piccino
cercando fermezza di risposta
proprio lì nel suo aspetto di pretonzolo e di oscura formica.
Cedere, cedere all'infinito il campo,
non opporre niente - decifro bene il suo contegno,
sia l'antica tattica o il fardello
d'una pazienza senza luce, ma non senza calore per
[questo.
E penso al pane della salvezza tenuto in serbo,
gustato in quell'odore di canonica
e altro non desidero che il mare e il vento.
«Credi?» rompe infine quella pausa che solo a me è
[sembrata lunga
volgendomi di sotto
in su la cornata di uno sguardo
non tanto offensivo quanto aguzzo.
L'animale violato nella sua tana, penso,
e ne sento la forza insospettata
crescere, crescere fino a un'obbrobriosa sicurezza.
Ed ora è lì uomo diverso e fermo
come se aspetti il mio ritorno al passo
alla stalla dolorosa da cui ero partito in fuga springando.
«Gente che come voi si crogiola
nella certezza della buona norma ignorando il resto mi
[offende»
e ormai non è più l'amore storto
e riottoso che parla in me ma l'alterco.
Male, male, ma non c'è altro verso
di sapersi avvinti
a uno stesso dolore che questo diverbio,
mi dico mentre il viso gli si allenta
e così rilasciato sotto il colpo
si corona di un'imbronciata infanzia;
e solo allora osservo la stanza
e in essa, con un limìo dentro, una vita
penosa che mi parla di sé da qualche suo lacerto.
«Tu che forse sei uscito dalla casa
e solo per ciò la trovi angusta
t'inebri alla ventata
non perché avviva ma solo perché distrugge.
Puoi riconoscerti in molti ma non averne conforto»
mi dice poi mentre schivo la sua occhiata
guardando fuori la montagna che avvalla
e l'ultima ragazza in giù sfrecciante
e dietro a lei uno spolverio di neve
controsole nella discesa deserta.
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