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Romanzi di giungla e di mare

di Emilio Salgari

Biografia

a cura di Francesco Troiano

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L'avventura è l'avventura

Per decenni considerata con la sufficienza che si riserva alle cose minori, l'opera di Emilio Salgari è oggi al centro d'una rinnovata attenzione. Sulla scorta di Soriano e Magris, che ne hanno sottolineato l'elevato valore letterario, essa gode ormai del favore di ampia parte della critica; quanto all'interesse del pubblico, in verità, nel corso del tempo mai è venuto meno.
A sancire codesta rivalutazione, giunge ora un volume della prestigiosa collana de "I Millenni" dedicato ai lavori dello scrittore veronese: in "Romanzi di giungla e di mare" (Einaudi, p.772, L.120.000) troviamo difatti riuniti tre dei suoi capisaldi, quali "Le tigri di Mompracem" (1900), "I misteri della Jungla Nera" (1895) ed "Un dramma nell'Oceano Pacifico" (1895).
Un'antologia necessariamente ristretta (tra il 1883 ed il 1911, Salgari diede alle stampe ben 81 romanzi d'avventura!), comunque rappresentativa dell'universo suo: vi si ritrovano al gran completo le tematiche che ne caratterizzano le pagine, dall'esaltazione del coraggio al disprezzo per la ricchezza, dal forte senso dell'onore al mito dell'eroismo onnivincente.
Il tutto, espresso con uno stile modernissimo ed un senso del ritmo davvero inusuale per l'epoca: fondate sull'azione e sul susseguirsi frenetico degli avvenimenti, le narrazioni salgariane hanno non a caso trovato il loro sbocco naturale nell'adattamento a fumetti o nelle trasposizioni cinetelevisive.
Sandokan e Yanez, Tremal-Naik e Kammamuri incarnano in maniera forse un po' ingenua ma certo estremamente efficace l'aspirazione verso un mondo ove la cattiveria risulti bandita; ed è indiscutibilmente di matrice libertaria - e quanto mai attuale - il loro istinto di ribellione nei confronti della sfida colonizzatrice che si svolge "sotto gli occhi dell'Occidente".
Rinnovatore della letteratura per ragazzi, Salgari s'inserisce a buon diritto nel solco della grande tradizione dei romanzi di mare, prevalentemente anglo-americana: accanto ai Defoe, ai Marryat, ai Ballantyne, ai Melville, per nulla sfigurando. Chi abbia dei dubbi, colga l'occasione per rileggersi il bellissimo "Un dramma nell'Oceano Pacifico": avrà così modo di non più nutrirne.


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Romanzi di giungla e di mare

di Emilio Salgari

Biografia

a cura di Francesco Troiano

L'avventura è l'avventura

Per decenni considerata con la sufficienza che si riserva alle cose minori, l'opera di Emilio Salgari è oggi al centro d'una rinnovata attenzione. Sulla scorta di Soriano e Magris, che ne hanno sottolineato l'elevato valore letterario, essa gode ormai del favore di ampia parte della critica; quanto all'interesse del pubblico, in verità, nel corso del tempo mai è venuto meno.
A sancire codesta rivalutazione, giunge ora un volume della prestigiosa collana de "I Millenni" dedicato ai lavori dello scrittore veronese: in "Romanzi di giungla e di mare" (Einaudi, p.772, L.120.000) troviamo difatti riuniti tre dei suoi capisaldi, quali "Le tigri di Mompracem" (1900), "I misteri della Jungla Nera" (1895) ed "Un dramma nell'Oceano Pacifico" (1895).
Un'antologia necessariamente ristretta (tra il 1883 ed il 1911, Salgari diede alle stampe ben 81 romanzi d'avventura!), comunque rappresentativa dell'universo suo: vi si ritrovano al gran completo le tematiche che ne caratterizzano le pagine, dall'esaltazione del coraggio al disprezzo per la ricchezza, dal forte senso dell'onore al mito dell'eroismo onnivincente.
Il tutto, espresso con uno stile modernissimo ed un senso del ritmo davvero inusuale per l'epoca: fondate sull'azione e sul susseguirsi frenetico degli avvenimenti, le narrazioni salgariane hanno non a caso trovato il loro sbocco naturale nell'adattamento a fumetti o nelle trasposizioni cinetelevisive.
Sandokan e Yanez, Tremal-Naik e Kammamuri incarnano in maniera forse un po' ingenua ma certo estremamente efficace l'aspirazione verso un mondo ove la cattiveria risulti bandita; ed è indiscutibilmente di matrice libertaria - e quanto mai attuale - il loro istinto di ribellione nei confronti della sfida colonizzatrice che si svolge "sotto gli occhi dell'Occidente".
Rinnovatore della letteratura per ragazzi, Salgari s'inserisce a buon diritto nel solco della grande tradizione dei romanzi di mare, prevalentemente anglo-americana: accanto ai Defoe, ai Marryat, ai Ballantyne, ai Melville, per nulla sfigurando. Chi abbia dei dubbi, colga l'occasione per rileggersi il bellissimo "Un dramma nell'Oceano Pacifico": avrà così modo di non più nutrirne.


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