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Massimo
Troisi: Il Mondo intero proprio
Pensieri
e battute a cura di Marco Giusti
Mondadori
Ricomincio da
tre", il primo film di Troisi, fu una
rivelazione. Arrivò proprio all’inizio
di quel decennio (era l’81) craxiano e
reaganiano che ci avrebbe dato, oltre a
tanta volgarità, anche il calore della
sua timida grazia, dei suoi meravigliosi
balbettamenti, della sua poetica comicità
posteduardiana.
Massimo aveva ventotto anni e occhi
languidi, ma acuti per guardare. Come
Verdone a Roma e il più astratto Benigni
a Firenze, a Napoli fu Troisi l’analista
affettuoso e spietato della sua
generazione, il narratore e l’interprete
più sensibile dello spirito del tempo.
Oggi, in questo libro, non solo ritroviamo
la sua lucidità, ma rimaniamo anche
incantati dalla costruzione letteraria dei
suoi discorsi. E risentiamo nel cuore quel
calore, presi dalla contraddittoria
sensazione di volere a un tempo ridere e
commuoverci. Un piccolo miracolo prodotto
dalla lettura di frasi, dichiarazioni,
risposte che sarebbero andate perse senza
il lavoro di Marco Giusti, infaticabile
filologo dell’etere contemporaneo.
Così, rileggendo i discorsi e i pensieri
di Troisi sull’amore, sulla famiglia,
sull’amicizia, su Napoli, su Maradona,
su Benigni, sul cabaret, sul teatro o sul
cinema in quella personalissima lingua che
mischia napoletano,sangiorgioacremanese e
italiano, scopriamo che hanno tempi comici
perfetti anche sulla carta. Trascritto
senza omissioni, inseguendone i respiri,
le pause, le ripetizioni, i cambi di
registro dal dialetto all’italiano,
questo "Troisi scrive Troisi"
diventa quasi un conte philosophique, un
saggio sul senso della vita. Fortuna poi
ha voluto che, quasi alla fine della
ricerca, il curatore si imbattesse in un
piccolo ma esilarante inedito: la
biografia di un tale Franz Hideman,
scritta di pugno da Troisi come embrione
di un libro di vite immaginarie...".
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