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Ritorna
con rabbia
Erano anni, dai
tempi de "I soliti accordi"
(1994), che ad Enzo Jannacci non facevano
più fare un disco intero: succede anche
questo, in Italia. Succede che ci sia
posto per i più incolori e sciagurati
strimpellatori, che non si rifiuti la sala
d'incisione a cantanti immaginari: e,
incredibilmente, che resti senza casa
discografica uno dei personaggi più
originali e straordinari che la nostra
scena musicale possa vantare.
Sia reso merito, perciò, ad Ala Bianca di
Tony Verona: è grazie a questa piccola
etichetta che oggi egli può tornare alla
ribalta con un nuovo cd, "Come gli
aeroplani" (l'idea del titolo risale
a due anni fa: nessun riferimento, quindi,
all'attualità).
"E' praticamente mio figlio",
dice di lui Dario Fo: parole che
campeggiano all'interno del booklet,
mentre in copertina è la foto del vero
genitore di Jannacci in tenuta da aviere,
una persona che "ho visto poco, ma mi
ha sempre insegnato l'altruismo e il
rispetto per gli altri che hanno
bisogno".
Apre il disco una straordinaria versione
di "Via del Campo", commossa
dedica a De André tramite una canzone
ch'è tra le più belle nel repertorio del
cantautore genovese; e della quale - s'è
appreso di recente - Jannacci è autore
delle musiche.
Poi, molte altre cose: qualche ripresa dal
passato ("Rido" e "Libelà",
quest'ultima scritta assieme a Cochi e
Renato), due pezzi incentrati sullo sport
("Varenne", originariamente
pensata come un jingle per il famoso
cavallo; "Luna rossa", ove si
celebra la mitica imbarcazione), la
meravigliosa e commossa dedica a Silvia
Baraldini di "Lettera da
lontano". Inoltre, una schidionata di
brani dai quali trasuda rabbia ed
indignazione: in "Brutta gente",
"Come gli aeroplani" o
"Sono timido" c'è un gusto per
l'invettiva che figlia testi taglienti e
non riconciliati, in linea con la poetica
d'un artista che ha sempre avuto a cuore
le sorti degli umili, degli emarginati,
della gente comune. Foss'anche solo per
questo, "Come gli aeroplani"
merita attenzione: a scorno degli anni e
delle mode che passano, c'è chi resta
fedele a se stesso, costi quel che costi.
Quelli come Jannacci appartengono ad una
razza in estinzione, direbbe il suo amico
Gaber: proteggiamoli.
Francesco Troiano
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