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Cosmopolitismo Cosmopolitismo significa essere o sentirsi cittadino del mondo; è una parola che deriva dal greco (kòsmos mondo + polìtes cittadino + il suffisso italiano -ismo). Il concetto appartiene già alla filosofia antica, in particolare alle dottrine del cinismo e dello stoicismo: Diogene Cinico, a uno che gli chiedeva di dove fosse, rispose appunto "cosmopolita", e una risposta analoga era stata attribuita a Socrate da Cicerone nelle Tusculane. Questi detti memorabili ebbero una certa diffusione durante lumanesimo, ma dal punto di vista filosofico la dottrina fu ripresa solo più tardi, per esempio da Leibniz. Sarà soprattutto lIlluminismo settecentesco a propugnare, in nome della Ragione e della Legge di Natura, uguale per tutti gli uomini al di là di qualunque differenza contingente, linstaurazione di un ordine universale capace di garantire la libertà e il progresso di ogni uomo nella cosmopolitica fratellanza di tutti. Tuttavia quando la parola cosmopolite fu accolta, nel 1762, dallAccademia francese nel suo vocabolario, laccompagnava una definizione negativa, retaggio di una diversa tradizione di pensiero: "Celui qui nadopte point de patrie. Un cosmopolite nest pas un bon citoyen"; solo nelledizione del 1798, fortemente condizionata dallideologia della Rivoluzione, latteggiamento divenne favorevole: "Citoyen du monde. Il se dit de celui qui nadopte pas de patrie. Un cosmopolite regarde lunivers comme sa patrie". Tanto la parola che il concetto entrarono in Italia dalla Francia, e pertanto, malgrado letimologia antica, cosmopolita e cosmopolitismo sono senza dubbio da considerare come francesismi. |
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