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Theodore Cachey

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LUOGHI COMUNI SUGLI ITALIANI

 1- gli italiani cantano

L'Italia è famosa in campo internazionale per la sua musica e per il bel canto: canzoni come "'O sole mio" e arie tratte dai melodrammi romantici e veristi sono tra le melodie più famose del mondo. Questo non significa, però, che tutti gli italiani cantino. Anzi. L'immagine degli italiani come allegri sfaccendati, sempre pronti ad improvvisare una canzone, è solo uno stereotipo e la realtà è molto diversa.

Il cliché, nato da una conoscenza superficiale della vita e della cultura popolare del meridione d'Italia, ha messo radici così profonde nell'immaginazione degli stranieri che ha creato nelle città turistiche delle situazioni irreali ed assurde, al limite del grottesco. A Venezia, che vive di turismo di massa, ad esempio, vengono offerte agli stranieri (e solo agli stranieri) delle gite in gondola con accompagnamento musicale e la musica è composta esclusivamente da canzoni popolari napoletane, che con Venezia non hanno niente a che fare!

2- gli italiani mangiano pasta

La pasta è un'autentica tradizione italiana, lo era ieri come lo è oggi. In particolare gli spaghetti, conditi con moltissimi sughi diversi, sono una specialità che è difficile trovare ben cucinata all'estero. Luogo comune, che ha un fondo di verità, è, infatti, che solo in Italia si sappia cuocere la pasta alla perfezione. La pasta deve essere scolata al dente: non deve, cioè, essere troppo cotta. Per gli spaghetti, ad esempio, otto minuti di cottura bastano: un minuto in più li rovina e li rende immangiabili per un italiano.

Per imparare a cucinare una vera pasta italiana fai click qui.

 3- gli italiani vivono di arte

Se è vero che gli italiani sono orgogliosi della loro storia, in particolare dei capolavori artistici che l'Antichità romana, il Medioevo ed il Rinascimento hanno lasciato in ogni angolo d'Italia, non è vero, tuttavia, che l'Italia sia esclusivamente una terra di artisti. L'arte non è certo l'unica risorsa su cui possa contare l'economia italiana. Il turismo d'arte è un'importante fonte di lavoro in Italia, ma sono altrettanto importanti l'industria, i servizi e l'agricoltura. L'Italia è un paese occidentale industrializzato, non una Disneyland sospesa tra folklore e turismo d'arte. Sotto molti aspetti, economici e culturali, l'Italia non è diversa dall'America, della quale negli ultimi 50 anni ha seguito le orme.

 4- gli italiani sono cattolici

La stragrande maggioranza degli italiani è cattolica. Professarsi cattolico, tuttavia, è spesso per molti italiani più un'abitudine ed una tradizione familiare che una scelta coerente di vita. Il Battesimo, la Comunione, la Cresima ed il Matrimonio religioso sono tappe della vita di moltissimi italiani.

Come sede del Papato l'Italia ha sviluppato un rapporto particolare con la Chiesa, vivendo la religione più come un fatto pubblico, sociale e politico che come una realtà spirituale. Fino a trent'anni fa, per la vita politica e le scelte quotidiane degli italiani era importante l'indirizzo dato dalla religione e dell'autorità del Papa e dei vescovi. Il cattolicesimo in Italia si è poi progressivamente ridotto alla sfera privata degli individui e la Chiesa ha perso il suo ruolo di punto di riferimento politico e non solo spirituale.

 5- gli italiani devono fare i conti con mafia e terrorismo

La mafia è il problema più antico ed insieme più grave dell'Italia, nel passato come oggi. Nata nel meridione, ma estesa a tutta la penisola e quindi esportata anche all'estero, la delinquenza di mafia è un fenomeno che accenna appena negli ultimi anni ad indebolirsi, ma che continua a fare le sue vittime sia tra giudici e forze dell'ordine sia tra semplici cittadini. La lotta dello Stato contro Cosa Nostra si è intensificata negli ultimi dieci anni, accompagnata da un primo ricambio della classe politica italiana, che con la mafia aveva più o meno pacificamente convissuto fin dalla nascita della Repubblica.

Per quanto riguarda il terrorismo, tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anno '90, l'Italia è stata teatro di una vera e propria guerra tra lo Stato e gruppi armati di estrema destra e di estrema sinistra. Il terrorismo si manifestava con rapimenti ed omicidi di personaggi politici, giornalisti e uomini delle forze dell'ordine (l'apice fu raggiunto con il rapimento e l'uccisione del presidente del Consiglio Aldo Moro) e con l'esplosione di bombe in luoghi pubblici che causavano decine di morti (piazza Fontana a Milano, il treno Italicus, la stazione di Bologna, la galleria di Vernio tra Firenze e Bologna).

 6- gli italiani sono appassionati di calcio

E' uno stereotipo ancora profondamente vero. Il calcio è lo sport nazionale d'Italia. E lo è non solo perché è lo sport più diffuso o il gioco preferito degli italiani, ma anche perché del calcio si parla di continuo in Italia. Il discorso sul calcio è onnipresente: è in televisione, alla radio e sui giornali, ma anche al bar, sotto l'ombrellone d'estate e d'inverno a scuola. Per questo si dovrebbe dire che il "calcio parlato", più che il "calcio giocato", è lo sport nazionale d'Italia.

Uno degli appuntamenti fissi degli appassionati di calcio è la Domenica Sportiva, una trasmissione televisiva di servizi ed interviste sullo sport che contiene uno spazio riservato a rivedere al rallentatore (alla moviola) le immagini degli episodi più dubbi e discutibili (in particolare i rigori) delle partite di calcio giocate durante la giornata. E' della Domenica Sportiva, dei dubbi e delle discussioni che nascono dalla moviola, che si alimentano le eterne discussioni sul calcio di tutta la settimana. Una vera e propria febbre da calcio prende però gli italiani una volta ogni quattro anni, quando si giocano i Campionati Mondiali di Calcio. Nell'anno dei Mondiali la Nazionale diviene il centro dell'attenzione di tutti gli appassionati di calcio, che seguono le partite, si commuovono cantando l'Inno di Mameli all'inizio di ogni incontro, riscoprono, insomma, un sentimento di orgoglio nazionale che li porta anche a tirar fuori le bandiere tricolori e a prepararsi a festeggiare nelle strade ogni vittoria degli Azzurri.

Fai click qui per saperne di più sul calcio in Italia.

 

 6- gli italiani bevono il caffé

E' uno stereotipo verissimo. Il caffé, in particolare l'espresso, ed il cappuccino sono parte della vita quotidiana degli italiani. Il caffé si beve sempre: a colazione, dopo pranzo, dopo cena, durante le brevi pause di lavoro, a casa o al bar.La particolarità del caffé italiano è che deve essere "ristretto", fatto, cioè, con pochissima acqua. Solo recentemente è stato introdotto anche il caffé "lungo", all'americana, ma non ha avuto molto successo.

Fai click qui per saperne di più sul rito del caffé al bar.

 6- gli italiani sono poveri

Questo è uno stereotipo vero e proprio. Non si possono generalizzare dei dati economici per caratterizzare tutto un paese. Tanto più che l'Italia ha grandi diseguaglianze tra il Sud (relativamente più agricolo ed arretrato) ed il Nord (agganciato allo sviluppo industriale europeo). Se è vero che esistono condizioni sociali di povertà ed emarginazione ed è vero che esiste uno strato sociale che non può permettersi acquisti di generi non di prima necessità, è anche vero che la media degli italiani vive in pieno consumismo, ben al di sopra della soglia di povertà. Basti pensare al numero delle famiglie italiane che d'estate vanno in vacanza e che possiedono più di una macchina (fai click qui per saperne di più su questi argomenti).


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