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Le università si trovano nelle principali
città italiane: tranne pochissime eccezioni sono solo nei capoluoghi di regione o di
provincia. Questo fa sì che ci siano moltissimi studenti che fanno i pendolari, o che si
trasferiscono in città, se abitano in paesi troppo lontani per seguire i corsi e tornare
a casa ogni giorno.

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Chi si trasferisce in
città deve prendere in affitto una stanza o un appartamento. Le università italiane
hanno, infatti, una struttura molto diversa dal modello anglosassone: non sono organizzate
in college (con gli edifici dei dipartimenti, le aule, le biblioteche e gli alloggi degli
studenti riuniti in un unico complesso), ma hanno sede in edifici sparsi in varie zone
della città e non hanno dormitori per gli studenti. |
L'università italiana è, inoltre, con
pochissime eccezioni, pubblica: è gestita (e in gran parte finanziata) direttamente dallo
Stato. Questo fa sì che le tasse di iscrizione non siano alte come nelle università
degli Stati Uniti e che anche studenti che provengono da famiglie con un reddito modesto
possano frequentarla.
Le università sono divise in facoltà,
ovvero complessi di uffici, laboratori, dipartimenti ed aule in cui si insegnano
discipline affini. Le principali facoltà universitarie italiane sono:
| Agraria |
Informatica |
| Architettura |
Lettere e Filosofia |
| Biologia |
Lingue |
| Chimica |
Matematica |
| Economia e Commercio |
Medicina |
| Farmacia |
Psicologia |
| Fisica |
Scienze Naturali |
| Giurisprudenza (o Legge) |
Scienze Politiche |
| Ingegneria |
Veterinaria |
Chi si iscrive all'università deve
scegliere fin dal primo anno, da quando cioè è una "matricola", quale sarà la
sua facoltà. Spesso questa è una scelta difficile e molti studenti si accorgono, dopo un
anno, che la facoltà che hanno scelto "ad occhi chiusi" non è quella che fa
per loro. Questo è uno dei motivi per cui nelle università italiane c'è una grossa
"mortalità": sono molti, cioè, gli studenti che iniziano l'università, pochi
quelli che la finiscono.
I corsi di laurea hanno una durata di 4 o 5
anni, durante i quali gli studenti devono sostenere un determinato numero di esami (in
genere dai 20 ai 30), prima di scrivere e discutere la tesi di laurea. Gli esami
consistono di solito in un'interrogazione fatta allo studente da una commissione di 3
professori, che verte su argomenti trattati in classe e su una serie di testi letti dallo
studente. Spesso gli esami (specie nelle facoltà scientifiche) hanno anche una parte
scritta, preliminare, che si deve superare per essere ammessi all'orale.
La difficoltà di sostenere
un'interrogazione orale e la lunghezza del programma da preparare (oltre, naturalmente, al
basso costo dell'iscrizione annuale) fanno sì che la maggior parte degli studenti
impieghi più degli anni previsti per laurearsi.
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