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Ultimo tango a Parigi

Biografia di Bernardo Berolucci
Un filmato dal Festival di Locarno

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Trent'anni dopo

Fa un curioso effetto, rivedere “Ultimo tango a Parigi” a tre decenni di distanza dalla sua prima uscita. Nel dilagare del cinema a luci rosse d’oggidì appaiono, ad esempio, davvero cronache marziane le inenarrabili disavventure giudiziarie che, a un certo punto, condannarono il film al rogo. La struggente, drammatica storia che unisce per una breve stagione Paul  (cinquantenne “americano a Parigi” nel senso milleriano del termine, sconfitto di troppe battaglie, l’ultima con una moglie che si è appena tolta la vita) e Jeanne (giovane figlia della borghesia, orfana d’un padre generale morto in Algeria e fidanzata con un cineasta suo coetaneo) ha assunto invece, col passare del tempo, uno spessore letterario e romanzesco che va molto al di là del noto e riduttivo successo di scandalo.
E’ questa, probabilmente, la cifra adeguata alla decrittazione dell’opera: assai più, certo, dell’orgia di letture psicoanalitiche - talune anche interessanti e acute - incentrate sull’accoppiata Eros/Thanatos ed onuste di paragoni con Bataille-Strindberg, delle quali si potrebbero riempire interi volumi.
Osannato quando ancora non era giunto nelle sale (l’autorevole critico Pauline Kael paragonò la sua proiezione alla prima del “Sacre du printemps” di Stravinsky), “Ultimo tango a Parigi” entra da subito nel mito: buona parte di questo destino è, con ogni probabilità, dovuto a Marlon Brando, qui ad una delle sue prove più convincenti. Portando alle estreme conseguenze - ed in qualche modo rovesciando - il celebre “metodo” appreso all’Actor’s Studio, egli entra nella pelle di un personaggio che è sì altro da sé, ma pure un qualcuno cui prestare sottolineature personali e intime, grazie alla libertà creativa di cui godette. Nella sequenza in cui Paul racconta la propria infanzia, è evidentemente Brando a parlare in prima persona: e sue sono inoltre certe ossessioni, dal rapporto vittimistico col mondo alla misoginia di fondo, sino al senso di sconfitta immanente che non può che condurre alla morte. Un percorso al quale gli anni hanno conferito un fascino intinto di mito, facendo di “Ultimo tango” uno dei film italiani più belli ed importanti dell’ultimo mezzo secolo.

F.T.

Caratteristiche tecniche

  • Codice Area 2 - Europa

  • Disco (DVD 9 - Singolo lato, doppio strato)

  • DVD nella confezione: 2

  • Formato cinematografico: 1.66:1 Anamorfico

  • Colore: colore

  • Formato video: 16:9

  • Audio: Italiano: Dolby Digital 5.1, 
              Francese: Dolby Digital 5.1
              Inglese: Dolby Digital 5.1 

  • Sottotitoli: italiano, inglese e francese

  • Casa Distibuzione: CDE

Contenuti speciali

  • Gli Otto Secondi più Famosi della Storia della Censura a cura di Tatti Sanguinetti

  • Bertolucci 30 Anni Dopo

  • Speciale Ultimo Tango a Parigi

  • Interviste Esclusive a Bernardo Bertolucci, Alberto Grimaldi e ..

  • Ultimo Tango a Parigi e La Censura






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