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Schede
Futurama
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La
brevettabilità del software in Europa
Il 18 maggio, il Consiglio europeo
dei ministri sulle Competitività ha varato una direttiva sul tema
della brevettabilità per il software, su esempio della realtà
americana. Il Governo italiano, che nelle giornate precedenti la
votazione si era attivato con una serie di lettere tra ministri per
sottolineare il suo parere contrario alla legge europea, al momento
della votazione si è astenuto.
Il fatto che l'assemblea parlamentare di Strasburgo avesse bocciato la
brevettabilità plasmata sull'esempio americano non è stato
sufficiente per far cambiare direzione ai lavori del Consiglio dei
ministri dei paesi membri.
Con questo provvedimento, s’annuncia un nuovo panorama per il
mercato del software europeo, dove le imprese potranno brevettare
programmi – o singole parti dei medesimi - e dove gli sviluppatori
indipendenti dovranno trovare strategie alternative.
Il ministro per l’Innovazione e le Tecnologie italiano, Lucio
Stanca, ha affermato che la direttiva approvata è "contraria non
solo agli interessi tipici italiani e delle piccole e medie imprese
del settore informatico ma, in generale, crediamo che più si consente
il ricorso al brevetto nel software e più si limita il suo
sviluppo". Stanca ha anche voluto commentare l'astensione
italiana affermando che "dal Consiglio dei ministri sulle
Competitività è uscita una direttiva che, seppure modificata in
parte su iniziativa italiana, è ancora insufficiente e lascia ampi
spazi d’incertezza. Per questo il nostro Paese si è astenuto".
La speranza del ministro è che nuovi esami del testo possano
apportare correzioni e sostanziali miglioramenti.
Per maggiori informazioni sulla posizione italiana visitare:
http://www.innovazione.gov.it/ita/index.shtml
oppure per approfondire il tema degli standard aperti è possibile
visitare il sito dell’associazione non profit Foundation for a Free
Information Infrastructure:
www.fsfeurope.org
25 Maggio 2004
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sito del Ministero delle Innovazioni e delle Tecnologie
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